Comunicato di Rerepre del 24 ottobre

Lo so, sono in mostruoso ritardo, ma ve lo metto lo stesso, copiato bello bello dal sito di Rerepre.

Notizie che infondono fiducia. Una fiducia che spero non sia mal riposta.

Rinnovo Contratto Nazionale: novità per i precari dell’editoria?
Milano, 24 ottobre 2014
Accusata dal Primo ministro Matteo Renzi di essersi sempre disinteressata alla sorte dei precari in favore solo dei lavoratori tutelati, la CGIL ha indetto il 21 ottobre scorso a Roma una conferenza stampa in cui ha esposto quanto fatto per le categorie di lavoratori meno tutelati in questi anni in cui la precarietà ha subito un’escalation.
Rerepre è stata testimone dei fatti e può parlare riguardo all’editoria.
Rerepre nasce nel 2008 e fin dai primi passi della rete ha cercato di trovare nella CGIL un partner con cui tutelare i diritti dei lavoratori precari dell’editoria, conscia che solo i sindacati potessero avere l’autorevolezza per sedersi al tavolo della contrattazione con gli editori e far tornare i contratti di lavoro precari nella legalità.
I primi incontri con i rappresentanti di Slc si rivelarono però sconfortanti: la CGIL sembrava totalmente all’oscuro della marea di precari che tenevano e tengono ancora più in piedi l’editoria, quella milanese dei grandi gruppi, ma non solo; sradicata dalla realtà arrancava a capire la vastità e la gravità del problema.
Rerepre quindi ha cercato di aprire un vaso di pandora, fatto di mappature, incontri, spiegazioni, denunce, trovandosi però a combattere, purtroppo con un’organizzazione volenterosa ma lenta, che muovendosi con tempi biblici, non riusciva a stare dietro alla velocità dello sfruttamento da parte delle case editrici.
Sono quindi passati anni in cui le azioni basate sul volontariato e i piccoli mezzi di Rerepre, uniti ad azioni di rottura con San Precario, si intersecavano a incontri con esponenti della CGIL, fino ai suoi massimi vertici, indignati per la situazione e sinceramente interessati a risolvere il problema, ma bloccati da una burocrazia infinita, oltre che da una controparte che rifiutava perfino di riconoscere l’esistenza del precariato editoriale.
Poi l’indagine di Editoria Invisibile, nata anche dal bisogno espresso da Rerepre di avere in mano dati più certi e autorevoli per denunciare la situazione, cui hanno partecipato associazioni “sorelle” come Strade e Aiti, che contemporaneamente collaboravano con CGIL per giungere a molti dei nostri stessi obiettivi.
Il primo vero importante “successo” però arriva finalmente oggi, a ben sei anni di distanza, passando attraverso un primo rinnovo del Contratto Nazionale che aveva avuto un punto 9, a favore dei precari, rimasto però lettera morta.
Con il rinnovo del Contratto Nazionale si giungono a queste importanti novità che Rerepre si sente in dovere di comunicare a tutti i colleghi che in questi anni hanno sostenuto la Rete dei Redattori Precari in un modo o in un altro.
Slc-CGIL, guidata da Massimo Cestaro, ha raggiunto due accordi con gli editori:
  1. Estensione del fondo sanitario integrativo a spese degli editori anche ai lavoratori atipici, un’intesa raggiunta appunto già al rinnovo precedente, ma mai applicata.
  2. Impegno da parte degli editori di stabilire entro giugno 2015 trattamenti economici minimi per le prestazioni in collaborazione, in pratica un tariffario, che oggi, con l’apertura da parte dei falsi cocopro di un tempo passati sotto ricatto alla partita iva, diventa obiettivo di estrema necessità.
Lungi dal cantar vittoria, consapevoli che la strada verso i diritti è sempre più impervia e la situazione per i precari dell’editoria di gran lunga peggiorata con il “dopo Fornero”, ci auguriamo che queste premesse si traducano in fatti nel più breve tempo possibile e che non vengano ostacolate dall’ennesima Riforma del lavoro, anche in questo caso, precarizzante.
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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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