Vicina ai quaranta

In realtà di mesi ne mancherebbero ancora diversi, però ci penso spesso.
Quarant’anni.
Di certo non mi immaginavo così a quarant’anni, soprattutto dal punto di vista lavorativo.

Ho subito il precariato editoriale per oltre dieci anni, cercando di affrontarlo a testa alta, di non accettare di tutto, di pormi dei limiti per conservare un po’ di dignità.
E più che la soglia dei quaranta come momento in cui ci si comincia a dichiarare a tutti gli effetti “vecchi”, io vedo avvicinarsi la soglia raggiunta la quale la maggior parte dei precari dell’editoria (stando ai dati di Editoria Invisibile, esce “schifato“, “rassegnato“, “distrutto” dall’editoria italiana portandosi dietro un bagaglio di esperienza che andrà perduta. Insomma, cambia lavoro.
E cambia vita.

Ieri ho lavorato tutto il giorno a una traduzione, ripensando a un colloquio avuto telefonicamente il giorno prima con un piccolo editore in cerca di nuovi collaboratori: colpito dal cv, mi proponeva però purtroppo ancora condizioni MINIME davvero lontane per accettare), e tutto il giorno ho tenuto aperta la pagina LAVORA CON NOI di un’azienda che cercava una persona più o meno con le mie caratteristiche. Non in editoria, ovvio.

La sera, infine, ho chiuso tutti i file, tutti i programmi, ma tenuto per ultima quella pagina, con la voce in testa di un’amica, una collega BRAVISSIMA, che sfinita dal precariato la scelta di lasciare l’editoria l’ha fatta.
“Provaci, dai, buttati. Fuori dall’editoria, con i diritti minimi, si ricomincia a vivere.”

Per ora rimando solo la decisione.

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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2 risposte a Vicina ai quaranta

  1. Bia ha detto:

    Io ci sto provando, a lasciare l’editoria. Anzi, l’ho già lasciata col cuore spezzato, non sapendo che cosa mi aspetta. Ma sapendo che non avrò più la nausea che mi prende ogni volta che devo “chiedere” di essere pagata, o quanto mi pagheranno, o quando, o come o… se.

  2. denisocka ha detto:

    Sì, una delle parti più difficili è quella: contrattazione dei compensi, ricerca costante di lavori, recupero credito… e su cifre basse, basse, decise quasi sempre e solo dal committente. Senza diritti diventa molto molto faticoso.

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