Le mani nei capelli

Lo sappiamo ormai tutti che questi sono tempi durissimi.
Gli scambi fra colleghi sono forieri sempre più spesso di cattive notizie: “Non ho lavoro“, “Finito questo non ho in coda niente“, “Colleghi, avete qualcosa da propormi, sono in stallo?”.

E poi: “Tizio non paga più, lo ha sempre fatto, ora 60 giorni son diventati 120…” “Chiedo notizie, mi rimbalzano…”, “Dalla redazione dicono che il pagamento è partito ma si è bloccato all’ufficio fornitori”, “Non mi pagano, mi tocca tenere in ostaggio la traduzione successiva!”, “Mi tocca prendere un avvocato…”

Ecco, io sento questi discorsi, io stessa ne faccio, e mi viene in mente subito un collegamento. Penso: ma davvero ogni cosa si è bloccata così perché gli editori sono tutti in serie difficoltà? Anche i grandi gruppi, quelli che di solito ero abbastanza precisi con i pagamenti? Non è che non pagano anche per qualche meccanismo inceppato?

E subito mi viene in mente una cosa: se tutti i redattori, grafici, editor, impaginatori che prima lavoravano da dipendenti ma con contratti cocopro ora lavorano sempre da dipendenti (o da esterni) con la partita iva monomandataria, perché obbligati a trasformarsi in finti fornitori, non verranno più pagati dallo stesso ufficio, ma saranno stati tutti convogliati verso l’ufficio fornitori, questo non si sarà ingolfato? Magari il mio ragionamento è una sciocchezza… ma se non lo fosse?

Non è sempre più vero che i diritti delle varie categorie in gioco sono sempre più connessi.
Che senso ha proseguire quindi solo battaglie per singole categorie?

Non so se sono riuscita a spiegare cosa intendo, e di certo non so nemmeno offrire facili soluzioni per sbloccare una situazione così incancrenita.
Per ora aspetto anch’io di essere pagata…
E mi metto sempre più le mani nei capelli.

Aggiunta al post
In altra sede mi fanno notare quanto segue, l’esistenza di un meccanismo che blocca la circolazione di liquidità mandando tutta la filiera alla malora:

“In editoria sono spariti i soldi. Il meccanismo della distribuzione libraria ha fatto scomparire l’uso dei soldi in questo settore. Si mandano i libri, poi li si rende, poi si mandano ulteriori libri, poi di nuovo rese. Non c’è la compravendita di beni e servizi in denaro, ma tutto un passaggio di parole di mano in mano che sta producendo risultati disastrosi. Tutta una filiera è sballata, ma l’editore e il distributore sono i principali responsabili di questa catastrofe. Specie considerando che editore e distributore coincidono.”

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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