Il 2 maggio

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Alcuni anni fa partecipavo per la prima volta alla MayDay Parade.

Camminavo sotto questo cartello, insieme ad altri amici.

E ancora ci speravo.

Ero più giovane, l’editoria italiana era già ben indirizzata sulla strada che poi avrebbe preso alcuni anni dopo con virulenta repentinità, cogliendo al balzo la scusa della crisi per tagliare teste, cuori, esperienze, competenze… Eppure io ci speravo lo stesso…

Ieri invece alla MayDay non sono stata.

Non perché non creda più alla sua importanza, anzi. Apprezzo moltissimo quello che l’universo coraggioso che ruota intorno a  San Precario ha fatto in questi anni, e sta continuando a fare, insieme a Rerepre

Non ci sono andata perché il fisico ha ceduto. Una banale influenza, certo, ma la scusa si è fatta pronta.

Ogni anno che passa, infatti, mi sento sempre meno coraggiosa. Non sono solo io a invecchiare, sta invecchiando con me anche la mia speranza ormai piena di acciacchi, la mia fiducia nel coraggio del prossimo di allontanarsi dai suoi piccoli/grandi egoismi/individualismi in nome di qualcosa di più importante.

Così, ieri sera, Primo Maggio 2014, dopo oltre dieci anni di precariato editoriale, più di tredici dalla mia laurea, mi sono ritrovata a leggere per l’ennesima volta gli annunci di lavoro e, cercando un po’ per me fuori dall’ambiente editoriale, un po’ curiosando anche per altre persone care, ho toccato con mano come ormai quasi tutti offrano contratti privi di tutele, dall’impiegato al magazziniere, dalla receptionist all’addetto alle pulizie. Una follia.

In questo decennio e più, attraverso la precarietà, è stato scardinato a piccoli passi, subdoli, indecenti, lo Statuto dei Lavoratori.

Chi doveva accorgersene non ha voluto vedere e ora si ritrova a rincorrere qualcosa che non c’è più e che ha lasciato che ci venisse portato via, gettando al vento gli sforzi di chi, prima di noi, aveva lottato per ottenere tutele sacrosante.

Chi doveva controllare, ha girato la testa dall’altra parte.

I diritti dovevano essere estesi a tutti i lavoratori, autonomi compresi: sono stati ridotti a tutti.

Serve una svolta. Serve coraggio. Serve etica. Serve il reddito garantito.

Servono di nuovo diritti.

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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