LA GRANDE EDITORIA

Mi permetto di ribloggare il post di Federico Novaro perché, vi giuro, non riesco a trovare le parole in questo momento. Un po’ per le parole che hanno scelto loro e che stridono enormemente con quanto visto accadere soprattutto in quest’ultimo anno nell’editoria italiana.
Processo di rinnovamento“, “mutamento dei modelli“, “modalità diverse” e in ultimo il reboante “sacrifici SOLIDALI“.
In editoria di solidarietà ne ho vista ben poca.
Ora più che mai.

federico novaro libri

MONDADORI_NOVARO

 

Questa lettera è stata postata da Jacopo Tondelli su fb.

Quello che più mi indigna -oltre al comportamento da banditi ricattatori che agiscono nell’impunità che dà loro la potenza dei loro cannoni- è la frase verso il fondo:

“Questo piano prevede sacrifici solidali che in questa fase sono richiesti a tutti, a partire da noi stessi.”

In realtà stanno dicendo: o pagate voi gli sbagli che abbiamo fatto noi oppure vi salutiamo.

Eppure, nella sua volgarità arrogante, questa modalità comunicativa è coerente con la pratica feticcio dell’oggi: la condivisione.

Siamo tutti amici, non c’è differenza, partecipiamo tutti dello stesso vivere.

Editori, lettori, scittori, librai, tutti amici intorno al gran falò della condivisione.

Ogni tanto però qualcuno presenta il conto.

 

Bei tempi.

 

 

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Informazioni su denisocka

La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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2 risposte a LA GRANDE EDITORIA

  1. beritnj ha detto:

    Cara Denise, credo sia d’interesse anche l’articolo de Il Fatto Quotidiano http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/13/crisi-mondadori-chiede-ai-fornitori-di-restituire-5-degli-incassi/707399/
    I numeri della “crisi” (a mio avviso dovuta a una cattiva gestione più che alla vera crisi economica) sono comunque impressionanti; non solo calo del fatturato, ma anche tagli al personale e alle retribuzioni.

  2. denisocka ha detto:

    Grazie, Berit!
    Sì, mi era arrivato anche quell’articolo. Resta comunque il fatto che, crisi o non crisi, mala gestione o meno, non si può pensare di richiedere indietro i soldi. Anche solo vedendola dal punto di vista imprenditoriale, è pura follia.

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