In cerca del vero amore

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Quando ero una ragazzina sciocca ma anche saggia sognavo di trovare l’amore.

E più lo sognavo, lo desideravo, più quell’amore non arrivava. Nessuno mi guardava con occhi capaci di vedermi bella. Io stessa non mi guardavo con quegli occhi.

Lo so, è un luogo comune, ma quando ho smesso di cercarlo quell’amore è arrivato, ed è rimasto con me per anni a dispetto di tutto e tutti

Ecco, in questi giorni sto cominciando a pensare che forse con il lavoro mi succederà la stessa cosa. 

Per anni ho inseguito la possibilità di un lavoro stabile in editoria. E siccome l’editoria così com’è non me lo offriva ho cercato in tutti i modi di cambiarla.

Da sola, o meglio con pochi pazzi come me, ci stiamo provando, ma la lotta è ed è stata impervia.

Non smetterò di lottare, questo mai, perché c’è in gioco una battaglia contro il precariato e l’illegalità, ma comincio a pensare che sia giunta l’ora di non inseguire più niente e nessuno.

La traduzione mi ha spesso salvato da spaventose difficoltà e ingiustizie subite in questi anni come redattrice e revisora.

La traduzione mi sta salvando anche oggi, in un momento orribile in cui l’unica soluzione per continuare a lavorare come redattrice per me sarebbe cedere a un ricatto. Forse un giorno cederò, chissà, ma per ora non riesco. Il gioco deve valere davvero la candela.

Una volta parlando con un direttore editoriale con cui collaboravo osai confessargli che la traduzione era sempre stata un ripiego perché avevo sempre amato di più il lavoro di revisore, di editor, di redattrice, mi ci trovavo più a mio agio, mi sentivo più preparata per quella fase di lavorazione del libro. Mi guardò come se avesse davanti un mostro, una pazza incapace di distinguere il bello dal brutto.

Forse aveva ragione lui.

Forse tradurre è la mia strada.

Ed è lei il mio vero amore. Voglio imparare ad abbracciarla davvero come merita, ricambiarla per quanto mi ha dato in questi anni.

E aspettare e vedere quello che accadrà, se il mio futuro sarà davvero con lei o senza di lei.

Se sarà ancora in editoria o da qualche altra parte.

 

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Informazioni su denisocka

La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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4 risposte a In cerca del vero amore

  1. Dreaming Alice ha detto:

    E ricordati che Strade è pronta ad accoglierti a braccia spalancate 😀

  2. denisocka ha detto:

    Lo so, Alice, lo so, sono in colpevole ritardo, rimedierò al più presto, lo prometto da anni ormai… vedrò di rimediare.

  3. MartyKite ha detto:

    Quanto ti capisco, sto passando la stessa identica cosa. Come te, nasco editor/revisore e mi sono dovuta avvicinare al mondo della traduzione per forza di causa maggiore, pur non sapendone nulla (non sono laureata, ho fatto solo dei corsi e pare che io abbia un minimo di predisposizione, fortunatamente), ma mi sembra sempre di camminare un po’ sulle uova, perché è un campo non mio in cui sono straniera e mi sento “ospite”…

  4. denisocka ha detto:

    Hai detto la parola giusta: “ospite”. Quell’insicurezza, in forme diverse, ce l’hanno spesso molti dei colleghi che traducono. Denota rispetto per la traduzione stessa. Bisogna affiancargli però anche decisione e forza in quello che si fa. Una volta, una collega traduttrice dal russo vincitrice di numerosi premi, Claudia Zonghetti (non mi stancherò mai di raccontarlo), mi ha detto che lei controlla sul dizionario persino la parola “mama” ogni volta che la incontra. 🙂

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