EditoriaInvisibile: il giorno dopo

EditoriaInvisibile_Camusso2

Ieri sono stata alla presentazione EditoriaInvisibile: dall’inchiesta alla proposta presso la Camera del lavoro di Milano.
Finalmente. E lo dico perché erano settimane che facevo incubi.
Sognavo di continuo di arrivare in una sala praticamente vuota, un deserto che avrebbe rispecchiato per l’ennesima volta che ancora, di nuovo, a nessuno fregava un cavolo di niente di noi, della nostra vita, del nostro impegno, delle nostre speranze.
Ieri, invece, la sala era piena. Ho riconosciuto: molti esponenti importanti di Slc (Sindacato dei lavoratori della comunicazione), di Cgil, giornalisti televisivi e della carta stampata, rappresentanti di Strade (Sindacato dei Traduttori Editoriali, promotore insieme a Rerepre dell’inchiesta), Rsu di grandi gruppi editoriali, persino esponenti dell’Aie e di Assografici. Ho visto addirittura una responsabile dei contratti precari dell’ufficio del personale di una grande casa editrice. Poi molte facce che non conoscevo, interessate, coinvolte, forse loro stesse vittime.

Mancavano solo, nei grandi numeri, loro: i colleghi precari. Qualcuno l’ho visto, qualcuno l’ho salutato, qualcun altro l’ho intravisto ma non ho fatto in tempo a salutarlo. Ma erano troppo pochi per un’occasione come questa.

Spesso nei mesi scorsi, i più difficili per tutti perché c’era ancora la sensazione che non fosse tutto perduto, sentivo spesso i colleghi lamentarsi della poca visibilità, che i giornali non parlavano di noi, che si interessavano solo degli esuberi, sempre e solo dei colleghi assunti.

Poi arriva, è vero, forse con il colpevole e mastodontico ritardo tipico delle grandi organizzazioni sindacali, un’occasione come quella di ieri e gli unici veri protagonisti la snobbano.

Che senso ha? Perché lamentarsi se poi si è primi a disinteressarsi di noi stessi? Se poi si delega sempre a qualcun altro l’onere di cavarci dai guai?

Comunque, aldilà di questa ennesima delusione personale, che rende sempre più forte chi divide et impera, la giornata di ieri è stata molto positiva.

L’inchiesta parlava di noi, e parlava per noi, perché i dati che emergevano non facevano altro che farci annuire, come se la fotografia l’avessimo scattata noi, ci leggessero dentro.

Quindi, complimenti all’Ires per l’ottimo lavoro, e complimenti a tutti coloro che hanno compilato il questionario, oltre 1000 lavoratori dell’editoria.

E dall’inchiesta si passava alla proposta: l’ho ascoltata, in realtà l’avevo letta anche in anteprima, mi sembra un buon punto di partenza. L’importante, però, è che si trovi davanti una controparte volenterosa di risolvere il problema, che non si arrocchi nella posizione del vantaggio a breve termine, ma pensi a costruire un’editoria migliore per un vantaggio a lungo termine, per giovarne come e quanto noi. Che smetta di essere miope.

Troverete qui vari link , quelli che sono riuscita a recuperare, per farvi un’idea della portata della cosa.

Buona Lettura

EDITORIAINVISIBILE (l’inchiesta completa da scaricare)

INTERVENTO INTEGRALE DI REREPRE

CONCLUSIONI SUSANNA CAMUSSO (1a parte)

CONCLUSIONI SUSANNA CAMUSSO (2a parte)

IL PUNTO DI PAOLO PAGLIARO (OTTO E MEZZO, LA7)

MANIFESTO

AFFARI ITALIANI

BIBLIOCARTINA

BIBLIOCARTINA (2a parte)

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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