Se gli altri sono choosy al posto tuo

Sì, in questi anni mi è capitato più di una volta, e a questo punto comincio a domandarmi se non fosse una scusa bella e buona.
Una di quelle che ti saltano in testa quando non sai cosa inventarti e la prima cosa che ti viene in mente la spari fuori.

La prima volta l’ho sentita dopo poco tempo che lavoravo in editoria.
Correggevo le bozze per una casa editrice che ho sempre adorato, dove speravo un giorno di finire, certa che avrei saputo fare bene proprio perché mossa dall’amore per il genere di libri che pubblicavano. Con sincerità, rispetto per il lettore, per la propria linea editoriale.
Prendevo e riportavo bozze avanti e indietro almeno due volte la settimana, facendomi un’ora e mezza ad andare, un’ora e mezza a tornare (era dall’altra parte della città). Macchina fino alla metropolitana, metropolitana, tram, pezzo a piedi. Avanti e indietro. Speranzosa. Entusiasta. Sicura delle mie capacità e che presto sarebbe finita quella solfa. Avanti e indietro. Avanti e indietro.
Poi un giorno, quasi come se fosse un complimento per la sottoscritta, la redattrice interna con cui mi coordinavo maggiormente, non ricordo nemmeno per quale ragione, mi raccontò: “Sai che a **** hanno ricevuto il tuo cv. L’assistente della direttrice editoriale ha cambiato posto, mi chiedevano com’eri, se potevi andare bene per quella posizione. Ho detto che non potevano portarti via da me perché sei troppo brava. Saresti sprecata come assistente”.
E uno. Un’occasione mi passava per le mani e ci pensava un altro a sottrarmela senza una ragione valida.
Cercai di godermi almeno il complimento.

La seconda volta l’ho sentita simile, diversi anni dopo, quando ormai il precariato cominciava a sfiancarmi.
La segretaria di redazione stava per andare in maternità. Ma chi mettiamo, facciamo colloqui? Parlo della cosa con una redattrice interna di lungo corso e le dico che non mi dispiacerebbe una volta tanto avere un fisso mensile e sostituire la segretaria… Non che ci fosse in palio un contratto serio, non sia mai, ma vivere la serenità dell’entrata senza “giro delle sette chiese” per qualche mese mi allettava. Era una cosa detta così, alla macchinetta del caffé, ma la redattrice partì come un fulmine e andò a parlare con il direttore editoriale. “No, no, no, è troppo brava per fare la segretaria. Sarebbe sprecata…”

Ecco, a parte che io non ho mica capito bene cosa ci sarebbe di sprecato nel fare l’assistente o la segretaria. Tra l’altro ne conosco, anche fuori dall’editoria, di supertitolate, meravigliosamente intelligenti, sagaci, imperdibili, una spanna sopra i loro direttori.

Perché essere una collaboratrice editoriale a cottimo senza diritti, che può ricevere un calcio nel sedere ogni momento, dovrebbe essere meglio?
Se è meglio fatemi capire in che senso, perché io il senso non lo vedo proprio.
Non sono forse più sprecata così?

Dopo tanti anni capisco che era solo una scusa come un’altra. Non gli andavo bene e basta.
Alla sostituzione di maternità ci misero uno stage.

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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6 risposte a Se gli altri sono choosy al posto tuo

  1. Precariamamma ha detto:

    pessimismo e fastidio 😦
    nel service editoriale in cui lavoravo, il proprietario-AD mi disse: “Noi non assumiamo perché non possiamo offrire opportunità di carriera. Qui da noi oltre il livello di editor senior non si va. Sareste sprecati”
    non lo mandai affanculo perché sono una signora

  2. Manu ha detto:

    Grazie per questo post, sai, io ho iniziato a lavorare in una grande casa editrice con una sostituzione di maternità di un’assistente di redazione e oggi finalmente m’illumini: per mesi non ho capito perché in quell’ufficio certe persone mi trattassero come una demente, nonostante il mio curriculum, fino addirittura a stupirsi sapendo che ero laureata, chiedendo testualmente: “Perché, tu sei laureata?”. Molti hanno continuato a trattarmi così anche dopo, nonostante le occasioni avute per dimostrare la mia professionalità. Purtroppo il sei “troppo brava” era solo un modo per dire “cerchiamo qualcuno da pagare il meno possibile”, tutto qui, non starei a cercare grandi spiegazioni.

  3. zanzanaglob ha detto:

    Cara denisocka, complimenti per il tuo blog ma soprattutto per le tue scelte estremamente coraggiose. Hai proprio ragione, si tratta di scuse, che vorrebbero giustificare a volte la mediocrità in cui siamo immersi, altre volte il disprezzo per il lavoro, sia il tuo che quello della segretaria, e le minime esigenze di chi lavora. Ha certamente vita più facile, e carriera più lunga, chi dimostra qualità diverse dalla preparazione e dall’abnegazione.

    • denisocka ha detto:

      Grazie, Zanzana! Anche il tuo blog è molto bello e coraggioso!
      Ah, guarda, più gratto più schifezze trovo, ed è un peccato perché si incontrano anche persone meravigliose, e il lavoro in sé è molto bello… fangala a chi ci ha ridotto così!

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