Buone vacanze… con chiodi fissi, solfe varie e moscerini

Vi saluto, me ne vado in vacanza.
Per la prima volta in vita mia ho deciso che quest’anno (sul serio) non mi porterò il lavoro in ferie.
Solo libri da leggere di piccole e medie case editrici.
Quelle che mi ispirano di più ultimamente…
Sono CE medio-piccole, di cui non voglio domandarmi se anche loro precarizzano, perché il problema ormai è trovare chi non lo fa.
I piccoli, però, ai miei occhi, hanno sempre avuto almeno qualche giustificazione in più: la concorrenza sleale può portare a questo. Difficile fare l’ancora più difficile scelta della piena legalità quando chi ha i mezzi per essere ligio (i grossi gruppi editoriali) si abbandona a un abuso senza freni.

E mi porterò anche un manuale scaricato in internet, che spero mi renda ancora più consapevole dei diritti che mi sono stati scippati per anni:
IL MANUALE DI SOPRAVVIVENZA PER ATIPICI E PRECARI

In questi giorni, dopo una serie di fatti sgradevoli che mi stanno capitando e di cui mi è giunta voce, ho la sensazione che dire la verità mi stia costando caro.
Questo, ovvio, in termini di possibilità lavorative, non di sanità mentale e dignità.

E a questa riflessione arrivo dopo la nuova tendenza che noto sui mezzi di informazione riguardo al problema del precariato in editoria: ora siamo diventati una notizia noiosa.
“Uh, la solita solfa!” (cit. “Solfa” di Loredana Lipperini, “Ma è un problema vecchio di trent’anni!”, “I precari ci sono sempre stati, lo sanno tutti, ve ne accorgete ora?”
Sì, ce ne accorgiamo sulla nostra pelle, e allora?

Visto che il problema adesso non si può più negare, meglio sminuirlo, renderlo noioso, risaputo, in modo da farlo tornare nel dimenticatoio.
Bel tentativo, bravi, non avete vinto, ritentate con qualcos’altro, sarete più fortunati!

Ci risentiamo a settembre, mese in cui dovrò prendere delle decisioni serie.
Forse, dopo questa sovraesposizione mediatica, saranno in molti a sperare che abbandoni l’editoria… non lo so, ripeto, forse.
Magari, invece, ha ragione una mia collega, quando mi dice di stare tranquilla, che per loro tanto siamo solo dei moscerini: diamo un po’ fastidio, tutto qui.

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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