Magari non ci capisco niente io

Qualche giorno fa stavo leggendo questo interessante articolo di Francesca Santarelli pubblicato su “Tropico del Libro” e fra tutte le cose riportate due in particolare mi hanno colpito.

1.Paolo Peluffo apre la conferenza dicendo che è importante puntare al «capitale umano come elemento di competitività centrale per la crescita del Paese». Afferma che «non servono solo politiche ma anche comportamenti, per migliorare», ma non capiamo esattamente a cosa si riferisca.”

Ecco, “puntare al capitale umano”. Che intenda i lavoratori? Mah, forse no, solo ai giovani lettori che vanno educati? Solo lui può spiegarcelo.

Poi: “non solo politiche ma anche comportamenti”. E anche questo si potrebbe leggere pensando all’utilizzo del capitale umano in modo che si abbia una crescita della qualità del prodotto libro nel lungo periodo, ma non a parole soltanto, nei fatti, cosa di cui le CE praticamente sembrano infischiarsene. Poi lamentiamoci… ma forse anche in questo caso sto facendo io il passo più lungo della gamba. Magari lui si riferiva a tutt’altro. Di nuovo è solo lui che può spiegarcelo.

2. la questione degli alto-lettori. Così scrive Francesca Santarelli: “Altro elemento caratterizzante del settore librario in Italia è, lo sapevamo già, la presenza di una «minoranza erculea di alto-lettori». Ferrari definisce così i lettori che più leggono in Italia, una élite risicatissima (possiamo anche chiamarli “Super Lettori“). Il mercato librario ha «una platea larga ma con un fortilizio altissimo» in cui stanno 2.5 milioni di persone (5% della popolazione) che comprano più di 12 libri l’anno e «si mangiano» il 41% dei libri che vengono comprati in Italia. Quanto ai lettori (quindi di libri non per forza acquistati), poco cambia: il 7% della popolazione legge il 43% dei libri letti. Detto questo, in un anno (dal 2010 al 2011) gli “alto-lettori” sono diminuiti del 18%.”

Dunque, se ho capito bene (ma potrei anche non aver capito bene e ho troppo da fare a portare a casa la pagnotta proprio in quell’editoria che il capitale umano lo snobba per soffermarmi troppo), gli alto-lettori, lo zoccolo duro, durissimo del mercato librario, stanno diminuendo.

E come mai? Effetto della crisi? Un alto lettore mangia pane e cipolla ma ai libri non rinuncia. Mai. Non si educa davvero alla lettura fin dalla più tenera età e a mano a mano lo zoccolo duro si assottiglia? Forse. Sì, forse c’è anche questo.

Eppure ho un tarlo che mi rode dentro. Ho saputo da vari colleghi di varie case editrici (soprattutto grandi, ma non solo) che la politica di molte CE in questo periodo di crisi è quella di pubblicare pochissimi libri “alti” e tanta fuffa fuffosa per vendere, vendere, vendere. Un alto lettore che si vede pubblicare tanta robaccia, secondo voi, che fa, la compra lo stesso per tenere alta la percentuale del suo zoccolo e rendere felici le CE? O se ne infischia, manda a fangala l’editoria italiana e se ne va in biblioteca a farsi una bella scorpacciata di classici, nella speranza che nel frattempo le CE si diano una svegliata e la piantino di sparare fuori insulsaggini a ripetizione, copiandosi fra loro?

Oh, sempre con rispetto parlando, eh? Che le CE, forse ancora per poco, a me mi danno da mangiare… pane e cipolla, ma mi danno pur sempre da mangiare.

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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4 risposte a Magari non ci capisco niente io

  1. Gaia Conventi ha detto:

    I super lettori sono decisamente stanchi di boiate, i super lettori dalla memoria lunga hanno una lista di case editrici che – merito di quelle boiate – non avranno più il piacere di sostare sui loro comodini.
    C’è chi resta in attesa di tempi felici – e di libri migliori editi da quelle case editrici – e chi decide che il risicato “s’impegna ma può fare di più” equivale al 5 e non al 6 meno.
    Care case editrici, fate di più, fate meglio… ma nel frattempo avete fatto schifo e io vado a leggermi la concorrenza.

    • denisocka ha detto:

      Vedi che allora non sono l’unica a pensarla così? 🙂 Io nella lista nera poi ho messo pure quelle CE che si inventano di tutto per non pagare i collaboratori (redattori, traduttori, autori, grafici e chi più ne ha più ne metta!)… solo quelle, perché se ci mettessi quelle che precarizzano praticamente non dovrei comprare più libri… e allora al posto della cipolla mangerei caviale!

  2. melodianotturna ha detto:

    ma come sono messe a prestiti le biblioteche? io abito in un paesino insignificante e sperduto ma la biblio fa un mare di prestiti… senza contare gli e-book che si trovano anche gratis o i libri in lingua originale… quelli erano contati?
    forse come avete detto i super lettori stanchi stanno navigando verso altri lidi…

    • denisocka ha detto:

      Le biblioteche! Sante biblioteche! Io se non avessi avuto quelle con il cavolo che mi affezionavo ai libri e poi cominciavo a comprarli… c’è stato un periodo che erano nei guai anche loro per la questione del diritto d’autore. Ricordo di aver firmato anche una petizione per salvare il prestito bibliotecario. Come sarà andata a finire? Qualcuno lo sa!

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