Il lungo week-end dei Redattori Precari al Salone del Libro di Torino

218315_227414637273825_128326730515950_1128940_8103588_oUn week-end bello, intenso, vissuto a testa alta
Così è stato a Torino per i colleghi precari di Rerepre che in questi giorni, con il supporto di San Precario e altre associazioni vicine al santo, hanno organizzato una serie di azioni pacifiche e allegre (ci tengo a precisarlo) al Salone del Libro di Torino.
Non che ci sia niente di allegro nel precariato editoriale, ma per far aprire gli occhi alla gente ci si deve anche allontanare, pur testimoniando sempre la totale verità, dal cosiddetto "racconto della sfiga". E loro hanno saputo farlo benissimo.

Ho seguito il tutto qui da casa, dal mio computer, informata via web e dagli amici, e a ogni azione, ogni riscontro, ogni successo ho esultato per me, per i colleghi frenati dalla passione ma anche avvolti dal prestigio effimero del lavoro editoriale, che non hanno il coraggio nemmeno di aprire la bocca, per il senso di giustizia con cui sono cresciuta e il desiderio di dignità che mi ha sempre contraddistinta.

Si comincia subito, fin dal 10 maggio: San Precario consegna all’entrata lavoratori una lettera ai precari del Salone. Scrive: "‘Pensi che il valore che rappresentate in questa occasione vi sia stato riconosciuto correttamente? Pensi di essere stato adeguatamente tutelato e ricompensato per il lavoro che hai svolto? Oppure qualcuno ne ha approfittato?". L’accoglienza dei precari, come sempre positiva, ha visto aggiungersi la solidarietà dei pochi lavoratori assunti con regolare contratto. Ottimo.

Mercoledì 11 maggio:
pubblicato sul blog del "Fatto quotidiano" uno splendido articolo denuncia sulla precarietà editoriale.

Nei giorni successivi:
volantinaggi sulla precarietà editoriale, in fiera e alle feste delle CE.

Poi arriva il primo giorno del grande afflusso…
Sabato 14 maggio:
Rerepre e San Precario "assaltano" l'enorme stand della Rcs sommergendolo di post-it denuncia, con i megafoni attirano l'attenzione e spiegano ai passanti la realtà del precariato editoriale, che crea ricchezza per le CE, lasciando nel limbo per anni i suoi migliori "figli". Poi passano a Mondadori-Einaudi. I due grandi gruppi editoriali non sono i soli a precarizzare, sia ben chiaro, ma ne sono il simbolo.
La dimostrazione pacifica ha il suo effetto, molti lettori sembrano svegliarsi da una sorta di torpore, i giornalisti non mancheranno il giorno dopo di pubblicare la notizia. Sembra finita lì, ma il santo ha ancora un'altra carta da giocare per il giorno dopo, annuncia che contesterà la presentazione di un libro "sfacciatissimo" sulla necessità della precarietà.

Domenica 15 maggio:
eccoli a contestare alla presentazione della neonata Narioca PresS il libro ributtante di Thomas Murphy. L'evento ha inizio, le prime ragioni dell'autore vengo spazzate via da fischi e improperi… ma la beffa non dura a lungo: la presentazione, seppur plausibile, è finta, così come Murphy e la relatrice, la casa editrice (il nome è l'anagramma, a parte la S finale, di San Precario), il libro di saggistica tanto discutibile, il sito della casa editrice e il suo catalogo, lo stand, i libri da vendere (eliminata la finta copertina, sotto ci sono I quaderni di San Precario): sono un altro modo per attrarre l'attenzione sulla precarietà. Da lì parte un corteo con parrucche, tamburi, striscioni che attraversa il Salone e raggiunge la piazzetta esterna, dove con i megafoni si torna a denunciare la precarietà. Beffa riuscita. Salone "violato" pacificamente.

Noi esistiamo, basta far finta che le cose vanno bene così, perché non vanno bene affatto.
Ora anche al Salone lo sanno. Ora si va verso lo sciopero precario!

E così, oggi che l'evento si chiude e che ripenso a questo week-end bellissimo per il mio orgoglio, non posso fare a meno di notare la creatività, la forza e il coraggio di queste persone e di domandarmi come sia possibile che l'editoria non si sia accorta di queste menti forti, vivaci, creative, di quanto "ben di Dio" stia denigrando e gettando al vento. Me compresa.

Per il resoconto completo, video, foto, articoli, audio: Rerepre.org

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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Una risposta a Il lungo week-end dei Redattori Precari al Salone del Libro di Torino

  1. utente anonimo ha detto:

    Mi vado a leggere tutto!
    LaStancaSylvie

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