Pagamenti, pagamenti delle mie brame… chi è il più cornuto del reame?

Mamma mia, che tormento!
C’è chi ha la mente fatta per queste cose.
Io no.
Ogni volta uno stress, un’angoscia!

Ora vi spiego il problema.
Ho un contratto cocopro da anni, ormai, ma senza fisso mensile, purtroppo, cosa che mi costringe ad andare in caccia di lavori come un libero professionista ma senza le entrate di un libero professionista (per questo e altre ragioni non aprirò mai la partita Iva, piuttosto cambio mestiere!).

I soldi dei compensi della CE dove ho il contratto, però, mi vengono su una busta paga come se fossi un dipendente, in un’unica cifra. Per me che lavoro per diverse redazioni, ogni volta ricostruire da quella cifra totale i vari pezzi dei singoli compensi è un’impresa.
Tu mi hai pagato? E tu?
Ma non lo trovo, dove saranno finiti? Sul mese di giugno o in quello di luglio?

A complicare il tutto c’è il fatto che se per una coincidenza mi si sommano tanti compensi che aspettavo da mesi (es: per consegna a lungo termine) nel primo o secondo mese dell’anno (il che vuol dire che nei precedenti avevo preso cifre tipo 1,89 euro) le trattenute dalla cifra lorda del già misero compenso diventano enormi, oltre il 40%.

Come mai? Se ho capito bene, perché l’amministrazione parte dal presupposto che tu ogni mese potresti prendere quella “cifra da milionario” e ti calcola le trattenute da subito in base alla cifra totale che risulterebbe moltiplicando quel primo compenso per dodici.
Poi, verso gli ultimi mesi arriva il conguaglio ma è proprio lì che tu non capisci più una cippa.

Io, invece che rassegnarmi, mi intestardisco e tiro scemi tutti, segretarie, coordinatori, direttori editoriali.
Qualcosa, infatti, in buonafede, può sempre sfuggire: il meccanismo di questo lavoro interno ma con presupposti da esterni crea dinamiche che fanno perdere tempo a tutti.
Tempo prezioso: tempo perso, denaro perso.
Che stress malefico!

Altri colleghi, invece, per disperazione, lasciano correre, non vogliono avere rogne, apparire rompiscatole e taccagni. E non capisco come ci riescano. Mi sembrerebbe di svilire il mio lavoro, l’impegno messo, la professionalità mia e dei colleghi.
Ma forse sono io fuori dal mondo…
O sono loro milionari?

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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