Lavorare a cottimo

Bene, ora è passata quasi una settimana da quando abbiamo licenziato il libro infinito.
Ho detto in redazione che sarei rimasta a casa a tradurre S. fino al prossimo libro che mi sarebbe stato affidato.
Sono passati venerdì, sabato, domenica, lunedì, martedì, mercoledì e mi sto facendo violenza per non contattare la mia coordinatrice e chiederle notizie dei successivi lavori.
Possibile che dopo tutti questi anni sia così insicura di me da desiderare costantemente di avere tanto da fare, anche al costo di essere tirata al limite, di restare sommersa dal sovraccarico?
E che non mi sia ancora abituata a queste attese da lavoro a cottimo?
Perché giratela come volete, questo è il mio lavoro: bassa manovalanza intellettuale priva di tutele e pagata come se assemblassi bulloni in una fabbrica nell’Ottocento.
Meglio rituffarsi nel russo di S., una lingua incredibilmente consolatoria e lenitiva per la sua estrema difficoltà.
E aspettare.
Altro non posso fare.

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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11 risposte a Lavorare a cottimo

  1. Serendipity84 ha detto:

    ti ho linkata al mio blog! bello il tuo….e quanto ti capisco!a presto

  2. geleselibero ha detto:

    non riesco a sentire il russo come lingua consolatoria…
    non ce la faccio

  3. denisocka ha detto:

    @Serendipity84: linkato anche il tuo blog. Un in bocca al lupo a entrambe.
    @geleselibero: be', è consolatoria perché è così difficile, soprattutto quella di questo scrittore, che mi costringe a una concentrazione tale da farmi dimenticare per qualche momento tutto il resto. E comunque, guarda che il russo è meraviglioso, ha dei suoni dolcissimi, nulla a che vedere con "Ti spiezzo in due" di Rocky!

  4. utente anonimo ha detto:

    Beh dai pernso sia normale, soprattutto in un momento e in un paese del genere … sai che parlavo con un mio amico inglese, là sono free lance da sempre e mi diceva che, a parte adesso per la crisi, il concetto di rimanere senza lavoro non esiste … non c'è l'ansia da posto fisso perché non serve, anzi! Capisci che roba!!??
    LaStancaSylvie
    http://downshiftingbaby.wordpress.com/

  5. denisocka ha detto:

    @LaStancaSylvie: io invece ho l'ansia da assenza di posto fisso… più un vero posto fisso, vorrei qualche sicurezza in più. Ci costringono (perché non è una scelta) alla flessibilità ma senza né ritorno economico né ammortizzatori… una bella fregatura, non trovi?

  6. utente anonimo ha detto:

    Invio il testo di questa mia iniziativa. La mia è una denuncia visto che sono proprio la case editrici a non pagare le loro fatture a traduttori e agenzie di traduzioni. E' scandaloso!

    Iniziativa corporativa tra agenzie di traduzioni e traduttori professionali free-lance

    Animata dal desiderio di arginare gli impagati verso la mia categoria professionale – agenzie di traduzioni e traduttori freelance – invito tutti coloro che sono stati vittime di questo crimine di perseguirlo innanzitutto facendo un’ingiunzione di pagamento (modulo on line http://ec.europa.eu/justice_home/judicialatlascivil/html/epo_form1_it.jsp?countrySession=5&txtPageBack=epo_filling_it_it.htm) e poi costituendo tutti insieme una rete interna alla nostra professione che tuteli e renda più serena la nostra attività – lo strumento è una lista “nera” di aziende, liberi professionisti, enti, associazioni, consorzi, ecc. che non pagano le fatture relative ai nostri servizi di linguistici. 

    Questo elenco compilato ovviamente con informazioni supportate da prove inconfutabili, potrà essere consultato da chi aderisca a questa iniziativa. Immaginatevi come sarebbe utile prima di stilare un preventivo ad un nuovo ed eventuale cliente avere la certezza che non sia in questa black list? 

    So che qualcosa del genere esiste già per le agenzie di traduzioni che non pagano, ma ora è tempo di farlo anche per noi agenzie che nonostante tutto onorano sempre il lavoro dei loro collaboratori, ma che a volte non ricevono lo stesso trattamento dai loro clienti diretti.

    E’ un modo per scegliere la giusta modalità di pagamento, di stabilire la tariffa adeguata al rischio, insomma uno tool indispensabile per lavorare con più serenità. Inoltre, se queste persone non potessero più “mietere altre vittime” forse cambierebbero politica. In Francia ci sono dei siti dove è possibile consultare gratis il bilancio di ogni azienda (tipo http://www.societe.com), ma per l'Italia non è cosi’. Inoltre, una grande azienda puo’ andare bene, ma non pagare i suoi fornitori, creando all’occorenza delle piccole società che farà fallire quando avranno troppi debiti, sulle quali nel frattempo avrà fatto fatturare i suoi fornitori. Insomma i soliti trucchetti. Grande azienda che si presenta, ottiene i prezzi buoni e la fiducia del fornitore e poi dirotta la fatturazione sulla cenerentola del Gruppo…. 

    Il messaggio è chiaro ora desidero comunicarlo al maggior numero di persone del settore traduzioni. Vi prego di contattarmi al seguento indirizzo email per discuterne e bertinotti@traduzione-in.com.
     
    http://wwwtraduttoretecnico.blogspot.com/

  7. denisocka ha detto:

    @elisabetta bertinotti (presumo): ciao, si è già molto discusso su biblit della possibilità di iniziative simili e si è sempre giunti alla conclusione che per non essere denunciati di diffamazione era impossibile creare una black-list delle case editrici. Così si è ovviato al problema in questo modo: quando un traduttore sta valutando se lavorare per una data CE manda una richiesta di informazioni generica alla lista di colleghi del forum chiedendo risposte in privato. Così molti si sono parati il sederino… più di così non si può fare. In bocca al lupo.

  8. utente anonimo ha detto:

    Io ho un contratto a tempo indeterminato, eppure non sono soddisfatto della mia attuale posizione. Il posto fisso non vuol dire nulla a parte il mutuo in banca. Non è un mio problema, non voglio vivere l'intera mia esistenza per pagare gli interessi a una banca.Ciaohttp://mrsimpleliving.wordpress.com/

  9. denisocka ha detto:

    @mrsimpleliving: rivendico la possibilità di una scelta: flessibilità, quindi meno sicurezze, ma più denaro, o stabilità, meno denaro, ma più sicurezze. Non mi sta bene che mi si proponga solo una variante e la più svantaggiata: flessibilità, zero tutele, sempre meno denaro. Poi, chissà, magari potendo scegliere non è detto che non avrei optato per la prima ipotesi… chi può dirlo nella vita. O forse per la seconda, desiderando poi anch'io il downshifting… 🙂

  10. utente anonimo ha detto:

    D'accordo,ma allora perché ci sono delle liste nere di agenzie di traduzioni sparse in tutto il mondo che non pagano i traduttori? Vedi proz e altri? Anche qui la gente che iscrive i nominativi rischia la diffamazione specialmente con i traduttori scarsi che ci sono in giro che non sanno cosa significhi un testo ben tradotto _ io ne seleziono tanti e purtroppo i bravi sono circa il 20 % ….. di quanti pretendono di esserlo nonostante i loro diplomi e diplomini. la mia agenzia è http://www.traduzione-in.com

  11. denisocka ha detto:

    @elisabetta: lo so, infatti è sempre sembrato strano anche a me che non si potesse fare. Una volta, in una discussione, si sono fatti nomi e cognomi di un'agenzia che paga i suoi traduttori una miseria (meno del 50% di quello che le dava la casa editrice, e quelle già pagano poco) ma a parte un intervento della titolare che non è riuscita a dare una spiegazione sensata del perché svilisse così la professione (a parte un suo tornaconto personale) non è accaduto nulla… boh! Io per ora mi limito a una mia lista in privato e ad avvertire i colleghi quando mi capitano brutti tiri. Sui traduttori non degni di questo nome purtroppo il problema sta nel desiderio scriteriato di fare questo lavoro che porta troppa gente a proporsi senza averne le capacità e alla corsa al ribasso delle tariffe da parte delle CE che preferiscono pagare poco all'inizio, avendo una grossa offerta di traduttori che si svendono, per poi correre ai rimedi dopo (da revisorA lo so bene!), a discapito ovviamente della qualità. I migliori lavori di revisione mi sono capitati là dove non si badava a spese sul traduttore. I migliori lavori di traduzione li ho svolti là dove mi concedevano tempi giusti e tariffe dignitose (nel mio caso praticamente sempre perché mi sono sempre battuta per le tariffe, non solo per me, anche per la categoria).

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