Pillole di saggezza 2

“Quanto ai libri – be’, lo studioso inglese F.L. Lucas scrisse negli anni Cinquanta: «Con quasi ventimila volumi pubblicati ogni anno nella sola Gran Bretagna, c’è il rischio che i libri belli, sia vecchi sia nuovi, rimangano sepolti sotto quelli brutti. Se questo processo continuasse all’infinito finiremmo per essere sospinti in mare dalle nostre biblioteche. Eppure ben pochi tra questi libri non potrebbero essere più brevi, e sarebbe tanto meglio se lo fossero; e la maggior parte di essi potrebbero essere efficacemente abbreviati: non tagliando interi capitoli, ma purgando le frasi delle parole inutili e i paragrafi delle frasi inutili». Rispondere al problema della quantità con un miglioramento della qualità: un’idea attraente, ma utopistica. Troppo tardi, trent’anni fa eravamo già stati spinti in mare.”

Tratto da Postfazione di Saul Bellow, trad. it. di Alessandra Calanchi, in Saul Bellow, L’iniziazione, trad. it. di Masolino D’amico, Oscar Mondadori, Milano 2010

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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4 risposte a Pillole di saggezza 2

  1. geleselibero ha detto:

    preferivo il post della cacca.

    scherzi a parte, in effetti molta spazzatura editoriale affolla le librerie sospinta solo dal desiderio di ventere un prodotto. Libro o assorbenti non importa, tutto risponde alla stessa legge.
    è un bel mercato da qualche anno a questa parte con quei libracci in giro che in pochi mesi diverranoo fil cult che valgono ancor meno del libro.
    Il libro ingranagggio di un sistema perfettamente oleato per creare business…
    non so se la mia risposta c’entra qualcosa col post.
    ho messo insieme alcune frasi che avevo in testa

  2. ElisinoB ha detto:

    La capacità di sintesi, la dote di concentrare in brevi frasi lunghi concetti, non è da tutti.
    Ma se devo finire in mare, preferisco finirci per colpa dei libri!
    Un caro saluto, Denise!

  3. denisocka ha detto:

    Sì, è vero di libracci in giro ce ne sono tanti e forse tolgono spazio a quelli degni di nota. Eppure, come detto più volte, resto convinta dell’importanza anche di libri di puro intrattenimento perché capaci spesso di traghettare da una lettura semplice al gusto di letture sempre più complicate. Io stessa traduco e revisiono anche letteratura di quel genere e non me ne vergogno affatto. L’essenziale però che trovino spazio anche i libri più di nicchia, altrimenti il valore cultura di una CE che fine fa? 

  4. utente anonimo ha detto:

    Credo sia il problema di ogni prodotto: over-production, con nessun riguardo alla qualità. Anche io, come ElisinoB, preferirei comunque morire sotto una montagna di brutti libri, piuttosto che sotto una di cellulari con tool inutili.
    LaStancaSylvie

    PS: mi sono trasferita su wordpress, mi vieni a trovare anche là?

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