Quale futuro?

Oggi, dopo giorni di lavoro continuo (per me i ponti sono un’utopia!) mi sono presa una mattinata per andare con il marito in caccia di un regalo per mia suocera (compie gli anni fra poco) e mi sono accorta che nel centro commerciale vicino a casa hanno aperto una nuova libreria.

Fighissima, con tutti gli scaffali rossi, piena di bei libri. Così, anche se devo dire che preferisco molto di più le librerie storiche, vecchio stile, non quelle dei centri commerciali, mi sono ritrovata a guardare con invidia le commesse, sebbene nel giorno di festa loro fossero lì a lavorare e io in giro.

E mi sono domandata: Chissà se hanno anche loro i contratti fuffa?

Molti sono convinti che nelle case editrici si assuma ancora e non è vero ormai da moltissimo tempo, mentre le porcate illegali sono all’ordine del giorno un po’ dappertutto.

Ho sempre pensato al lavoro in libreria come a un’isola felice dove traghettare il giorno in cui sbroccherò del tutto… e se invece mi sbagliassi e anche lì (cosa probabilissima) il precariato sia all’ordine del giorno? E le commesse nei negozi d’abbigliamento?

Accuso gli altri di essere disinformati riguardo al mondo dell’editoria, dove si alimentano sogni per rendere lo sfruttamento ancora più efficace (fare il lavoro che fai è un privilegio, vuoi pure dei diritti?!).
E sul precariato di altri settori, sono forse informata a dovere, io?

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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8 risposte a Quale futuro?

  1. utente anonimo ha detto:

    sì nelle grandi catene librarie il contratto tipo è quello fuffa e il precariato è la norma

  2. denisocka ha detto:

     Ecco, lo sapevo! Piano B in fumo… Ma com’è possibile che se ne approfittino fino a questo punto! E com’è possibile che io mi stupisca ancora!

  3. utente anonimo ha detto:

    Ciao, sono appena approdata qui e sono rimasta un po’ stupita da alcune tue frasi: davvero nelle case editrici non si assume più? Proprio nessuno?? Io sono al secondo anno di università (lettere moderne con indirizzo editoria) e da anni coltivo il sogno di poter entrare nel mondo dell’editoria… Ovviamente tutti mi ripetono in continuazione che sarà difficile, ma dai tuoi post sembra quasi impossibile… Ti prego, dammi un po’ di speranza =(
    Ilaria
    p.s.Comunque complimenti per il blog! Credo che lo leggerò da cima a fondo per catturare ogni tipo di consiglio XD

  4. denisocka ha detto:

    @ Ilaria: Benvenuta sul mio blog! Purtroppo la realtà è desolante. Io sono precaria dal 2003 (anno in cui ho svolto il mio primo stage… gratuito, dopo il corso di editoria). Pensavo che ci sarebbero stati un paio d’anni di gavetta e poi qualcuno si sarebbe accorto di me… in realtà si sono accorti di me, ma anche di tutte le altre persone preparate con cui lavoro, e nessuno vede vicina la speranza di un contratto serio. Ora, mi sono rassegnata un po’ all’idea che avrò per sempre il posto "fesso" invece di quello "fisso" e cerco almeno di farmi rispettare il più possibile su altri fronti. è un peccato che in Università non vi informino sulla realtà dell’editoria italiana. Per il momento ti consiglio la lettura di questo sito: http://www.rerepre.org (se diventerai una collega sarà questo il tuo futuro con moltissima probabilità e saperlo fin dall’inizio ti renderà più consapevole nelle scelte e nei sacrifici).

  5. utente anonimo ha detto:

    Ti ringrazio per la chiarezza, purtroppo (o per fortuna) mi trovo ancora nella faso ottimistica del mio percorso e continuo a sperare che riuscirò a trovare il mio posto nell’editoria, perchè non riesco ad immaginare nessun altro futuro possibile per me =)
    Comunque ho dato una veloce occhiata al sito e appena avrò un attimo vi tornerò sicuramente. Grazie davvero per la risposta e anche per il tuo blog, perchè è davvero interessante.
    Chiudo con una domanda: voi, nelle varie redazioni, cosa ne pensate degli e-book? Che futuro pensate che avranno nel mondo editoriale?
    Sto ascoltando molti pareri in proposito, ma ben pochi di questi arrivano "dall’interno"…
    Ilaria

  6. ElisinoB ha detto:

    Caspita, Denise, ma almeno un giorno all’anno riesci a staccare del tutto? Se il tuo piano C è provare in biblioteca, ti smonto subito: i contratti più frequenti ti vogliono socia di una cooperativa che ti concede metà delle ferie di cui tutti i contratti normalmente godono. Nonché remunerazioni da fame…
    @Ilaria: non so cosa ne pensano le case editrici (qui aspettiamo l’opinione dell’esperta) ma a nostro avviso gli e-book non decolleranno finché non ci sarà una piattaforma comune su cui lavorare. Per ora ogni ditta che produce i reader permette di leggere solo i propri e-book.
    Un buon fine settimana, Denise, ciao!

  7. denisocka ha detto:

     @Ilaria e ElisinoB: Guardate ho avuto proprio un paio di settimane fa una discussione sull’argomento con un impaginatore (ve l’ho detto, vero che anche loro sono a progetto o esterni?). Lui sosteneva che il futuro degli e-book e la loro diffusione è dietro l’angolo perché offre possibilità di contenuti e link inesauribili. Io che ci  vorrà ancora del tempo perché il libro resta comunque comodo, economico (nel limite, ovviamente delle tasche) e un oggetto "feticcio" (almeno per me) duro a morire… io della carta stampata adoro perfino la sensazione tattile, l’odore delle pagine… In fondo credo che la verità stia nel mezzo. Di sicuro, chi farà il mestiere del redattore dovrà adattarsi alle nuove esigenze ma la professione non potrà scomparire mai… anche se a molti piacerebbe molto per risolvere la questione lavoratori con l’acquisto di un bel computerino 😉

  8. denisocka ha detto:

     Dimenticavo: Buon fine settimana anche a voi!

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