Fatti della settimana… scorsa

La scorsa settimana al lavoro mi sono successe due cose normali ma bizzarre.

1. Mi propongono una lettura di un autore russo che ha attirato l’attenzione alla Fiera di Francoforte. Mi dicono il nome, penso: “Ma allora non sono una cogliona!“. Lo avevo segnalato a chi di dovere, inascoltata, il maggio scorso. Volevo leggerlo, ma non per la gloria: non ricevendo risposte, avevo mollato la presa. Ora che lo sto leggendo, non mi piace, ma resta la soddisfazione di esserci arrivata sei mesi prima degli altri…

2. Sto revisionando un romanzo dall’inglese: io e il traduttore avevamo dieci dubbi che abbiamo sottoposto all’agente dell’autore (l’autore direttamente era irraggiungibile).
Risposta lapidaria dell’agente da parte dell’autore: tutto deve restare come in inglese, niente spiegazioni.

Sì, ok, va bene, ma se non mi spieghi in inglese cosa volevi dire, come posso fare in modo che in italiano sia come in inglese?
Dipenderà dalla totale ignoranza che molti scrittori in lingua inglese hanno riguardo alle problematiche traduttorie? Resto perplessa…

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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6 risposte a Fatti della settimana… scorsa

  1. Menzinger ha detto:

    Non sono un traduttore ma mi pare che la tua richiesta fosse più che leggittima.  Io, come autore, ad esempio, ho scritto un romanzo che reputo piuttosto difficile da tradurre perché spesso una parola vuol dire due cose contemporaneamente e gioco su quest’ambiguità, che al traduttore può sfuggire. Se non gli spiego le mie intenzioni come fa ad accorgersene?

  2. LaStancaSylvie ha detto:

    Che bello il tuo lavoro, come si fa a diventare traduttori?
    LaStancaSylvie

  3. prablog ha detto:

    1. benvenuta nel club… ho smesso di contare i libri proposti e non considerati e poi finiti nel catalogo dei "grandi" dell’editoria nostrana per altre vie (e a volte anche in classifica…) Vabbe’, vuol dire che ne godrà la nostra autostima 😉

    2) semplice: l’agente non ne ha  la più pallida idea, e non ha nessuna voglia di sbattersi per chiederlo all’autore, tanto chissenefrega della traduzione italiana? (been there, done that…)

  4. inachisio ha detto:

    Nella 1. possiamo contare all’inverso anche i libri arrivati "da Francoforte" come sicuri best-seller e poi floppini?
    Nella 2. è CERTAMENTE come dice Prablog: l’agente non vuole mettersi di mezzo…
    M

  5. ElisinoB ha detto:

    Sai cosa diceva una mia collega molto lungimirante? "Sono pagata per lavorare, non per pensare…". Certo che ci sono degli autori che possono permettersi di tutto… Ciao!

  6. denisocka ha detto:

    Ciao a tutti, rispondo ai commenti con molto ritardo causa problemi tecnici con il nuovo splinder (che il supporto tecnico mi ha gentilmente aiutato a risolvere. Grazie!!!).
    @Menzinger: è la prima volta che mi succede una cosa simile. Ho avuto contatti anche con autori famosi che di solito erano ben felici di veder corrette delle imprecisioni, anche solo nell’edizione italiana. Qui i casi sono due: o come dice LaPra l’agente ha fatto finta di sottoporglieli oppure siamo di fronte a un emblematico caso di "ignoranza traduttoria".
    @LaStancaSylvie: come si fa a diventare traduttori? Ognuno ha la propria storia. Io, per esempio, ho iniziato prima come lettrice in lingua straniera, poi redattrice, passando dalle bozze alle revisioni e infine alle traduzioni (con prove di traduzione, ovviamente, che ancora mi chiedono nonostante i numerosi titoli tradotti). Ti consiglio di leggere qui: http://www.biblit.it (nella sezione "Traduttori si diventa").
    @LaPra: 1. Ma non ti fa venire i nervi questa cosa? 2. Ho avuto lo stesso presentimento…
    @Inachisio: 1. Ho sentito parlare spesso di flop da Francoforte. Non so se questo sia il caso, ma di sicuro se l’avessi letto sei mesi fa con calma invece di farlo di corsa in un fine settimana avrei avuto le idee più chiare. Anche se, in effetti, chi può essere sicuro al cento per cento di un successo o di un flop?
    @ElisinoB: ma sarà stato davvero l’autore o è colpa dell’agente? Il dubbio mi resta. A questo punto chi fa da se fa per tre, no?

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