Aria di fresco

Nuovi amici

In questi ultimi mesi ho continue discussioni con alcuni colleghi su una faccenda:
I nuovi arrivati.
Nella redazione in cui sto io c’è una sorta di incantesimo per cui, quando un coordinatore inizia a dare lavoro a un redattore nuovo, gli scaricano addosso tutti tutto: è la fascinazione del nuovo.
La frase più usata diventa: “Perché non lo diamo a XXX?”, con la leggera modifica di “Perché non lo dai a XXX?”.

E in una redazione dove tutti sono precari e aspettano assegnazioni come la manna dal cielo (anche perché se no non paghi le bollette), trema ogni volta il pavimento…
Non fraintendetemi, nessun linciaggio per il novellino, che, anzi, viene sempre accolto con gentilezza e simpatia sincere, però sotto sotto cova una sensazione di ingiustizia.

Per restare fuori da questo meccanismo perverso, basta notare il fenomeno e farsene una ragione.
Ci sono passati più o meno tutti: arrivo, battesimo del fuoco, poi piano piano cadi nella routine delle assegnazioni… perché non sei più tu il nuovo: ne è arrivato un altro. Eppure ogni volta si scatena il putiferio, e in molti si dimenticano che a loro è successa la stessa identica cosa, solo che non se ne accorgevano perché si trovavano nel vortice del nuovo lavoro, o avevano compiti più dilazionati nel tempo, come editing o bozze voluminose.
Io e una collega cerchiamo di farlo capire agli altri: non che capirlo giustifichi la cosa, ma trovo che in fondo sia umano, e che appaia più grave di quello che è solo perché siamo impantanati mani e piedi nel precariato.
Se ognuno di noi avesse maggiori sicurezze, forse…

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Informazioni su denisocka

La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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2 risposte a Aria di fresco

  1. ElisinoB ha detto:

    Ma quel bellissimo cane è Bruska? e il gattino, un nuovo arrivato? Lo sai, Denise, che impazzisco per gli animali… Buona giornata, Ciao!

  2. denisocka ha detto:

    Sì, la crapetta pelosa color crema è di Bruska. Il micio è una sua amica del mare. Primo rapporto gattifero non di scontro. Mi piacerebbe avere anche un gatto ma purtroppo credo di essere allergica al pelo. Non ne ho la certezza, ma le prove sono a sfavore della specie felina: siccome adoro gli animali domestici non riesco a fare a meno di accarezzarli o prenderli in braccio, ma con i gatti nel giro di poco mi si gonfiano gli occhi. Eppure in Toscana succedeva meno… che sia colpa della combinazione gatto+smog milanese?

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