La fortuna

Credo di non averne più.
Un’amica continua a dirmi che più ci penso peggio andrà, e so che ha ragione, ma per me è impossibile non pensarci.
Credo di aver consumato tutta quella destinata a me in cose a volte futili a volte importanti.
Negli anni della scuola mi interrogavano a sorpresa, non sapevo niente: mi chiedevano l’unica cosa che avevo ripassato cinque minuti prima.
Gli amici avevano genitori con cui non potevano parlare, io sapevo di avere a casa due persone comprensive che qualsiasi cosa avessi combinato si sarebbero tirati su le maniche per aiutarmi.
Tutte le amiche passavano da un fidanzato all’altro cercando l’uomo perfetto, l’amore (alcune ancora lo cercano), io l’ho incontrato presto e ora è mio marito.
Ho passato anni universitari meravigliosi, con docenti invidiabili, compagni di strada da crepar dal ridere, esperienze all’estero fuori dal comune (perché la Russia è fuori dal comune!).
Poi il giorno della laurea, con il mio primo professore di russo come presidente di commissione, che durante la sessione si sbagliava e mi chiamava solo per nome: altra fortuna incredibile!

Da lì piano piano la fortuna è diminuita.
Alla fine del primo anno come assistente di Cultura russa, saltano gli assegni di ricerca per i nuovi arrivati: perdo la Borsa di studio per Giovani promettenti. La carriera accademica non fa per me.
Mi butto nel sogno che avevo da sempre: lavorare nell’editoria.
Corso di redattore editoriale: alla fine mi cerco lo stage da sola perché loro si rivelano privi di reali contatti. Lo trovo solo in un’agenzia letteraria che prende stagisti a ripetizione.
Imparo tutto il possibile, cerco lavoro: solo e sempre collaborazioni.
In questi anni mi passa il treno buono davanti due volte, quando sono ancora troppo inesperta per riuscire a saltarci sopra.

Ora i treni non passano da un bel pezzo. E, a dire il vero, in questo momento, quei treni non è che mi interessino poi tanto…
Ne aspetto un altro ben più importante, ma nemmeno quello si decide a fermarsi alla mia stazione. Lo sento fischiare da lontano ormai da anni, cerco di andargli incontro con tutte le forze e l’impegno che non mi è mai mancato, ma non lo raggiungo mai. Per mille ragioni sfortunate o forse nessuna.
Mi serve un po’ di fortuna e la voglio solo per quello.

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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9 risposte a La fortuna

  1. LaStancaSylvie ha detto:

     La parabola discendente la conosco bene, chissà cosa pensavo di poter fare. Da un certo punto in poi mi è sfuggito tutto di mano, credo. Ma secondo me, non per fare l’ottimista gratuita, non lo sono davvero, tendo sempre ad essere depressa, di treni ne devono ancora passare, a bizzeffe. Solo che stavolta li dobbiamo prendere.
    LaStancaSylvie

  2. utente anonimo ha detto:

    Arriverà appena smetterai di cercarla.

    Mr.Loto

  3. utente anonimo ha detto:

    Perchè ho la sensazione che vorresti un figlio?

    Scusa se mi sono permessa .. !
    (Ti leggo da una vita ormai..!)

    🙂

    Vedrai che se anche la fortuna non dovesse arrivare, farai senza! 😉
    In bocca al lupo, cmq!

  4. inachisio ha detto:

    Diceva uno: «La volta che finalmente è passato il treno, io ero legato e sdraiato sui binari…».
    Scusa la battuta, perché anche io, come il commento che mi precede, seguo il tuo blog e lo faccio con molta ammirazione e stima.
    Io oggi (comparto editoria) sono in cassa integrazione (per fortuna di un solo giorno alla settimana), ho uno stagista (bravissimo, che so non potremo mai assumere) e diversi colleghi che giocano a ramino invece di lavorare. Capisco bene il discorso della (s)fortuna, ma qui mi pare che ci sia in gioco anche quello del merito, che oggi in Italia pare valere proprio poco.

    Io ti faccio il tifo wireless, vediamo se funziona.

    M.

    PS Un pensierino sul fatto che non parlassi solo di lavoro l’ho fatto anch’io. Poi sono andato a vedere che tag avevi messo, casomai ci fosse qualche parola rivelatrice…

  5. denisocka ha detto:

    @LaStancaSylvie: li acciuffereme, hai ragione!
    @Mr. Loto: lo so, lo so, ma è più facile a dirsi che a farsi…
    @Utente anonimo (che potrebbe essere Alice, o Arianna… azzeccato?): riuscirò davvero a farne senza? Mah, chissà! Per ora "Crepi il lupo"!
    @inachisio e tutti: è bello vedere che mi siete vicini… e quando il tuo stagista perderà il lavoro, dagli una mano come puoi a trovare altri contatti. Quando non mi rinnovarono un contratto cocopro anni fa (me ne andai prima che scadesse il termine) il mio caporedattore mi salutò con "Ciapaselanò!". Gli avrei stritolato le palle a quell’uomo senza spina dorsale e privo di empatia.

  6. inachisio ha detto:

    E’ quello che sto facendo. Passo il curriculum a tutti e gli insegno tutto quello che posso. Però che rabbia…

    Inachis

  7. ElisinoB ha detto:

    Mr. Loto del commento 2 dice bene: la fortuna arriverà appena smetterai di cercarla. O forse è già lì con te, ma non te ne rendi conto. Bruska non può certo prendere il posto di un figlio, ma è lì con te, assieme a un marito di cui non ti ho mai sentito lamentarti. Per me è già molto così…
    E poi, dai, non sei sola in questo tunnel dal quale sembra impossibile uscirne. C’è dentro, bene o male, tutta la nostra generazione.
    Trascorrimi una felice settimana!
    Ciao!

  8. denisocka ha detto:

    @ ElisonoB: Sì, Bruska e mio marito sono un dono del cielo… ogni tanto ci vogliono anche questi momenti di scoramento. Già passato…

  9. utente anonimo ha detto:

    Ultimamente -sarà che sono una persona poco ambiziosa, sarà che in uanto al lavoro sono scoraggiata mentre in tutto il resto sono felice- sono sempre più convinta che le cose più importanti, nella vita, siano quelle al di fuori del lavoro… quindi tutta la fortuna possibile te la auguro per l’ultimo desiderio a cui hai accennato, ché te lo meriti.

    PS commento poco, ma passo sempre

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