Il confronto

In questo periodo (e durerà per un po’) sto revisionando due traduzioni dall’inglese, una di saggistica e una di narrativa. Siccome un libro è più urgente dell’altro, ho deciso da poco di immergermi in un solo editing.

Due traduzioni diversissime… due traduttori diversissimi.
Uno impeccabile, per un testo difficilissimo, profondo, carico di eventi storici, umanità, arte, amore, morte… con uno stile di scrittura per niente semplice. E il traduttore, appunto, più che all’altezza, che mi concede la gioia di lavorare con il cesello, di fare ricerche approfondite, di fidarmi delle sue scelte spessissimo, di mettermi al suo servizio per rendere ancora più impeccabile la traduzione (mentre spesso per salvare il libro mi tocca ritradurre). Di respirare aria di letteratura.

Poi il secondo, un traduttore che infarcisce di granchi e ripetizioni il suo lavoro, pasticcione, che si vede che non ha riletto prima di consegnare, lascia un italiano legnoso che poi va riscritto di sana pianta, che mi costringe a stare sempre sulle spine, a fare al massimo venti pagine al giorno quando per rimanere nei tempi dovrei farne almeno trenta… sono disperata!

Quando ho iniziato a svolgere le mie prime revisioni, mi sono domandata spesso se da traduttrice non fossi troppo critica verso le traduzioni altri, trovandoci solo difetti.
Be’, non è così: quando ti capitano dei traduttori bravi te ne accorgi subito e lavori con serenità, finisci per voler loro un mare di bene perché sono rari come una pietra preziosa, e ti rendono più facile e al contempo ricco il compito. Perché la traduzione è lavoro, ma è anche soprattutto arte, e se quella ti manca c’è poco da fare.

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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2 risposte a Il confronto

  1. gpitalia ha detto:

    “Il segreto del successo e’ capire il punto di vista altrui”
    Henry Ford I

  2. denisocka ha detto:

    Capire il punto di vista altrui? Spero sempre di riuscirci… ma a volte è davvero complicato.

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