Non è sempre domenica

C’è una casa editrice che non paga.
Non paga i suoi collaboratori esterni, non paga i traduttori, trucca sulle royalties dei suoi autori per pagarli di meno (voce di corridoio quest’ultima, che non mi stupirei se fosse vera). E per farlo contesta il lavoro di tutti, oppure rimanda i pagamenti all’infinito nella speranza che per pochi euro i truffati si stanchino di litigare e di far valere i propri diritti.

Si tratta di una casa editrice grande, almeno per dimensioni e fama, ma piccola quanto a serietà.
Ormai nell’ambiente lo sanno tutti, ma siccome in editoria sono sempre molti i nuovi polli da spennare (vale a dire i tanti desiderosi di avere un grande nome fra le esperienze da mettere sul cv), le sue azioni truffaldine proseguono negli anni e continuano a mietere vittime.

Spesso fra colleghi abbiamo più timore delle case editrici piccole, che almeno sulla carta dovrebbero faticare di più a far quadrare i conti. Così una “grande” riceve subito fiducia, sebbene non debba meritarsela per forza.

Qualche anno fa sono caduta anch’io nella sua rete.
Ho accettato di revisionare, con una certa urgenza, una traduzione dall’inglese di un libro molto bello. La traduzione era nella norma: qualche errore di comprensione, alcuni punti poco fluidi, imprecisioni di registro. Niente che non mi capiti di correggere un po’ in ogni lavoro, in alcuni casi più massicciamente, in altri meno.
Consegnato il lavoro, ho aspettato che trascorressero i giorni in attesa del pagamento.
Sono passati i primi mesi e ho sollecitato. Poi altri mesi e i solleciti oltre che via e-mail sono iniziati anche per telefono. Insomma, non ho mollato la presa.
Ci ho impiegato un anno a farmi pagare e ho giurato a me stessa che non li avrei mai più visti nemmeno dipinti in cartolina. E non avrei comprato nemmeno uno dei loro libri.

Ma in questi anni loro hanno continuato a mietere vittime. Come si fa a lavorare in una casa editrice che adotta per principio l’imbroglio a fini di lucro? Io mi vergognerei.

P.s.: purtroppo non posso fare il nome di questo editore perché rischierei una denuncia per diffamazione, ma prima o poi qualcuno riuscirà a fargliela pagare. E a fargli capire che il lavoro altrui va pagato!

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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12 risposte a Non è sempre domenica

  1. utente anonimo ha detto:

    Se è chi mi hai detto tu, puoi stare sicura che il mio curriculum non glielo manda, nemmeno se fosse l’ultima casa editrice sulla faccia della terra!
    Alice

  2. denisocka ha detto:

    Brava, Alice! Non mi ricordavo di avertelo detto in privato. E un vero peccato che certe verità non si possano dire apertamente!

  3. utente anonimo ha detto:

    Vogliamo il NOME dei farabutti! Mondadori? Rizzoli? Feltrinelli? Cazzo, mica ci sono poi così tante grandi case editrici in Italia…
    Nome Nome Nome!!!!

    Alessandro

  4. utente anonimo ha detto:

    Un anno soltanto? Considerati fortunata! Conosco casi ben peggiori, e immagino che la CE incriminata sia sempre la stessa 😦

    anna

  5. denisocka ha detto:

    @alessandro: non posso proprio, il mio blog è pubblico, il rischio è alto. Ma se riesci a contattarmi in privato tramite splinder o anobii… magari in amicizia mi sfugge…
    @anna: Sì, è quella CE, e sì, mi considero fortunata… di non aver avuto più nulla a che fare con loro. Peccato che quel giuramento ora mi impedisca di comprare e pubblicizzare un libro che mi interesserebbe molto… Se indovinate, zitti, perché altrimenti vi devo eliminare il commento!

  6. utente anonimo ha detto:

    si può dire però che il farabutto in questione, che dice di non avere i soldi per pagare i traduttori, quest’anno, per la prima volta
    da anni, era presente col suo stand alla fiera del libro… le bugie hanno le gambe corte e i capelli bianchi…

  7. utente anonimo ha detto:

    Ah ah! So a quale libro ti riferisci ed infatti, quando l’ho visto in libreria, ho subito pensato a te!
    Alice

  8. utente anonimo ha detto:

    Spero che il nome di questa casa editrice non cominci per M… sto proprio pensando di cominciare a lavorare per loro! Magda

  9. denisocka ha detto:

    @Magda: No, non comincia per M., tranquilla. Sempre che ti riferisci alla grande M… Ho voci di colleghi che con un editore più piccolo che inizia per M. hanno avuto qualche problemino… Bisogna sempre chiedere ai colleghi nei forum per traduttori prima di collaborare con un editore, studio o agenzia. Meglio pararsi sempre il posteriore, no?

  10. denisocka ha detto:

    @Alice: sapessi che scoramento ho avuto quando ho saputo che lo pubblicavano proprio loro! Ma ho tenuto duro! Spero solo che la traduttrice, che stimo molto, non abbia avuto problemi.

  11. utente anonimo ha detto:

    Per fortuna è la grande M…
    a proposito: sto leggendo Il biglietto stellato e lo trovo bellissimo. Per quello che posso giudicare dai primi tre capitoli è un libro che ti mette un sorriso impercettibile sulle labbra. Le sue parole distillano bontà. Forse è un’opinione molto personale, ma insomma, è un libro che mi sta facendo sentire una persona migliore (adesso vediamo come va a finire). Magda

  12. utente anonimo ha detto:

    ciao!sono capitata per caso sul tuo blog, perché mi trovo in questo periodo nella tua stessa identica situazione (anche se non so se con la stessa casa editrice…). Mi sarebbe piaciuto contattarti in privato per chiederti consiglio su come muovermi, ma non riesco a iscrivermi a splinder e non riesco a contattarti in altro modo, quindi ti lascio qui la mia email: blacatz83@libero.it. se e quando avrai tempo e ti andrà di contattarmi, mi farebbe piacere chiederti consiglio :S
    un saluto, Silvia

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