In una libreria vera

E anche questa è fatta.
Ieri sera alla Libreria Tadino si è svolta la presentazione del Biglietto stellato ed è andata molto bene.

Ho rivisto vecchie (non in senso anagrafico, naturalmente) compagne di università, incontrato vis-à-vis uno storico collega di Biblit (come in tutte le conoscenze virtuali lo immaginavo del tutto diverso), visto qualche faccia amica e familiare, conosciuto lettori e membri dell’Associazione Anna Viva (che tra l’altro ringrazio per l’organizzazione dell’evento), riascoltato le grandi capacità oratorie di Gian Piero Piretto, quelle comunicative di Pamela Foti… le stupidaggini che a volte mi escono di bocca quando parlo in pubblico (ma quella è un’altra storia).

E poi lui, Guido, il proprietario della libreria.
La libreria Tadino è piccina, ma bellissima, quella dell’immaginario di ognuno di noi, così distante nei modi e nell’estetica fredda dei grandi Multicenter: alti scaffali di legno stracolmi di libri, entusiasmo, forza delle idee e amore per la cultura.

Alla fine Guido (conosciuto direttamente ieri sera) mi è subito venuto a dire che aveva letto il libro, e tutto d’un fiato, come solo certi libri ti spingono a fare. Perché avevo ragione quando dicevo che Il biglietto stellato ti può irretire, affascinare, coinvolgere a un doppio livello: il lettore avvezzo alla Russia e alla storia dell’Unione Sovietica si sente vicino a quel clima, a quel cuore russo un po’ particolare, mentre quello digiuno da certe ambientazioni si lascia prendere anche solo dalla parte di universale che il libro contiene, fatti, lirica e sensazioni che avvengono in ogni tempo e in ogni luogo.

Poi mi ha promesso di mettere il libro in vista fra le novità.
Molte persone, infatti, si lamentavano che in un primo momento avevano fatto fatica a trovarlo nelle librerie. Ho spiegato che essendo pubblicato fra i classici, come tale viene subito o quasi messo fra gli scaffali. Bisogna entrare e chiedere, è raro che un lettore possa comprarlo per caso, e questo è un peccato. Quindi, invitavo tutti al tam tam, al passaparola.
Io per esempio da qua ai prossimi compleanni lo regalerò a tutti quelli che mi capiterà. Lo devo al libro, lo devo a me stessa.

Perché, ieri sera dicevo, è inutile che dalle alte sfere aziendali cerchino di renderci freddi riguardo ai libri che facciamo, a convincerci che è solo un prodotto come un altro, che si vende e si compra, che non è cultura, serve più la bella confezione del contenuto. Con alcuni dei miei colleghi mi sembra ci siano riusciti, visto che nemmeno eventi culturali e d’incontro con i lettori li smuovono dalle loro sedie.
Con me non ci riusciranno mai. Continuerò sempre a pubblicizzare, seguire, spingere con passione nel mio tempo libero libri che vale la pena di leggere, al di là delle ore di lavoro, al di là dall’appartenenza o meno a una determinata casa editrice.

Ora lascio il Biglietto nelle mani dei lettori e spero davvero nel passaparola (dei presenti chi non l’aveva ancora comprato, l’ha fatto ieri sera).
Una brava mamma sa che a un certo punto bisogna lasciare che i figli camminino con le proprie gambe, facciano incontri, affrontino gioie e delusioni.

Perciò, di nuovo Buon Biglietto stellato a tutti!

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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6 risposte a In una libreria vera

  1. utente anonimo ha detto:

    Ciao Denise, anche per me è stata una bellissima serata, ed è stato un piacere conoscerti; un grazie anche per le belle parole sulla nostra libreria.
    A proposito della quale devo fare una precisazione perché ieri sera non ho dato informazioni esaustive sulla sua storia.
    Io non sono il proprietario della libreria, ma solo l’attuale responsabile della stessa, perché la Libreria è proprietà di una Cooperativa costituitasi 35 anni fa con il nome “Libreria Popolare di via Tadino” per iniziativa di persone di grande levatura di cui spero in futuro di avere l’occasione di raccontarti.
    Per molti anni la libreria è stata un importante punto di riferimento per una vasta area culturale e politica milanese. Poi, in anni più recenti vi è stato un periodo di difficoltà e di stasi dal quale io, con Emanuele ed Elena, stiamo cercando di farla uscire, attraverso un nostro impegno nella cooperativa stessa e il lavoro quotidiano in libreria, anche per scongiurarne la chiusura.
    Per fortuna possiamo contare sul sostegno di vecchi e nuovi amici della libreria, e su tutte quelle persone sensibili come te che sanno apprezzare il ruolo che piccole librerie indipendenti come la nostra possono e debbono svolgere nell’attuale congiuntura del mercato librario dove megastore e catene di grandi editori e in franchising rischiano di appiattire la funzione del libro a quella di un qualsiasi prodotto di consumo.
    Il nostro impegno è dunque far rivivere, come meglio potremo, la tradizione di lavoro culturale e sociale dei fondatori, facendo perno sulla “forza delle idee” di cui tu parli.
    Su questa strada, ne sono sicuro, avremo modo di incontrarci ancora molte volte 🙂

  2. erotte ha detto:

    io non c’ero e ho scoperto il libro tramite una recensione su Alias l’inserto culturale del sabato del manifesto e davvero un libro che mi sono bevuto come un elisir 🙂
    grazie di averci lavorato e di avercelo regalato 😀

  3. denisocka ha detto:

    @erotte: Ma grazie!!! Sono questi commenti che mi spingono a credere che non sono un’invasata innamorata di certi libri senza una ragione! Mi raccomando: passaparola, passaparola, passaparola! è l’unico modo che abbiamo per convincere gli editori che vale la pena di pubblicare libri di un certo livello.

  4. erotte ha detto:

    sì concordo appieno 😀
    io ci provo ma la gente quando sente “russo” vede prima di tutto una gran dormita più che letteratura di qualità… pazienza!
    senti m’è giunta voce che l’autore sia morto l’anno scorso ma non trovo nessuna conferma, tu sai qualcosa?

  5. denisocka ha detto:

    Aksenov ha avuto un ictus all’inizio dell’anno scorso e purtroppo non si è più ripreso completamente. è morta sua figlia, ma ad Aksenov non hanno dato comunicazione per paura che il dolore fosse per lui troppo forte da sopportare in quelle condizioni.

  6. erotte ha detto:

    ah ok ecco perché nelle 4^ di copertina viene dato ancora vivo… non riuscivo a capire 😛
    grazie!

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