Come Ella

Che buffo ieri sera.
Era un po’ che ci inseguivamo, forse un paio d’anni, e poi finalmente ci siamo incontrate.
Uno strano connubio: io e una Big Band Jazz.

Prima prova ieri sera con la Big Band di Arcore: erano presenti trombe, tromboni, sax, pianoforte, batteria, chitarra, contrabbasso…

Poi il direttore d’orchestra.
Si presenta, mi fa bonariamente il terzo grado: dove hai studiato canto, per quanti anni, con chi, qual è la tua estensione, sei sposata, hai figli… Poi la domanda fatidica: sai leggere lo spartito a prima vista?
Risposta: no, mi sono fermata a Teoria uno, non mi sono più esercitata e purtroppo tempo di ricominciare a studiare seriamente il solfeggio non ce l’ho. Gli spiego che vita lavorativa sconclusionata mi ritrovo, che se potessi staccare dall’ufficio alle 5 come tutti, forse…

Lui è scettico. Si scoraggia subito: “Be’, insomma, vediamo come te la cavi… perché, sai, un conto è cantare con trio, quartetto o quintetto, un altro conto adattarsi a una Big Band”.
“Okay, al massimo” rispondo “ci facciamo una suonatina e poi amici come prima.”
Mi guarda ancora più dubbioso.

Apre lo spartito della parte vocale di The Girl of Ipanema: parliamo della struttura, capisco al volo attacco, tempi, rientro, finale…
“Be’, però, sei brava…” mi dice volante finito il pezzo, per poi passare a sgridare le trombe per le imprecisioni alla battuta 38.
La rifacciamo una seconda volta: “Tu… brava” dice di nuovo, lanciandomi un’occhiata fugace.

Poi passiamo a All of Me: mai fatta in vita mia, nel pomeriggio mi sono ascoltata solo una versione di George Benson con una big band. E mi viene bene, miracolo!

Dovevo preparare solo due brani e il direttore comincia a tirare fuori dalla sua valigia altri due spartiti vocali: Angel Eyes e How High is the Moon. Mi chiede: “E questi li conosci?”
“Sì, però mai fatti prima.”
Porto a casa i pezzi in qualche modo, senza fare chissà quale figuraggia.

Ora aspetto il responso da parte loro.
Io dò il mio dell’esperienza: mi sono divertita un sacco!
Per qualche oretta mi sono sentita come Ella Fitzgerald davanti da un’orchestra!

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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5 risposte a Come Ella

  1. tafia ha detto:

    The Girl of Ipanema è uno dei miei brani preferiti! ^^

  2. utente anonimo ha detto:

    Allora alla prossima presentazione con pianoforte lo spartito lo porto davvero 🙂

  3. denisocka ha detto:

    @tafia: sempre un piacere cantarla!
    @utente anonimo, vale a dire Luca: eh già, una suonatina, come dicevo nel posto, è sempre un piacere!

  4. jazzfromitaly ha detto:

    perchè è la sera che siamo più noi stessi,
    al calar degli obblighi,
    al tramonto dei doveri.

    tu dici come Ella,
    pensa al suo Night And Day,
    nel songbook di Cole Porter.

    è la sera,
    la sera che ha il fascino dei sogni…

  5. denisocka ha detto:

    @jazzfromitaly: eh, caro Jazzy, purtroppo, da collaboratrice esterna precaria i miei doveri non calano nemmeno la sera… sempre in testa ‘sti benedetti libri! Però la musica un po’ mi aiuta a superare le fatiche lavorative, questo è vero.

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