Le VERE gioie del collaboratore esterno

7 gennaio, Brugherio, Milano. Nevica da due giorni.
Mentre tutti spalano la neve, spargono sale, rimangono bloccati nel traffico, la mia macchina è ferma (la batteria si è scaricata durante le vacanze) e io me ne sto qui, in casa, con un bel pile caldo, un cappuccino per colazione, il marito tornato indietro per un imbottigliamento, Bruska in fibrillazione.
Internet funziona, il libro che sto revisionando è piacevole, la traduzione ben fatta.
Dopo anni di frustrazione, oggi è il primo giorno che trovo qualcosa di davvero positivo nell’essere un collaboratore esterno.

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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Una risposta a Le VERE gioie del collaboratore esterno

  1. utente anonimo ha detto:

    Guarda che caso: sto proprio per scrivere un post sullo stesso tenore 😉

    A presto,

    Gab/Darak

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