W la Rete dei Redattori Precari!

Ho già parlato ampiamente della mia situazione lavorativa precaria.
Di come sia difficile andare avanti in questo lavoro con situazioni imposte, insicurezze, piccole e grandi ingiustizie, ricatti psicologici.

Il mio blog è nato anche a questo scopo: per uno sfogo personale, per non tacere più e far conoscere cosa si celi dietro il dorato mondo editoriale, che ti ama e ti rifiuta allo stesso tempo.

REREPRE

Sapevo già dell’esistenza di questa rete. Ora plaudo alla nascita del sito!
Se amate i libri, vi invito a visitarlo per conoscere la realtà dei lavoratori editoriali precari.
E leggere con più coscienza.

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Informazioni su denisocka

La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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8 risposte a W la Rete dei Redattori Precari!

  1. rearwindow06 ha detto:

    La cultura in Italia è qualcosa che non interessa a chi ci governa… anzi, meglio che si resti tutti ignoranti! Non a caso l’Italia è uno dei Paesi in Europa in cui si legge di meno!
    Non ero a conoscenza della situazione dei redattori editoriali. Ma ti dirò che in questa repubblica delle banane non mi sorprende affatto che esistano realtà di questo tipo.
    Un grosso in bocca al lupo per la vostra lotta!

  2. denisocka ha detto:

    @rearwindow06: Ho visto che sei di Genova. Se magari mi link il sito di rerepre sul tuo blog mi faresti un favore, belin… si dice così? O messo in quella posizione diventa un’offesa? 🙂

  3. zop ha detto:

    bella dritta! mi sa che mi iscrivo! 🙂

  4. denisocka ha detto:

    @zop: l’invito a linkare l’indirizzo sul tuo blog vale anche per te. 🙂

  5. Gnegnet ha detto:

    ciao, sono nella tua stessa situazione… capisco benissimo la tua rabbia. Mi sta venendo il dubbio che ecco, come dire, non saremo troppi? 😉
    la rete redattori precari la conosco, sono contenta che esista: supportiamola, qualcosa forse possiamo cambiare.

    un saluto sincero,
    chiara

  6. denisocka ha detto:

    @Chiara: Siamo troppi sì, ennesima prova che la flessibilità si è trasformata in precarietà. Io sono ormai sulla trentina ma conosco colleghi di varie case editrici (tanti) che come me non hanno mai avuto un contratto a tempo indeterminato in vita loro, nonostante la continuità con lo stesso committente per più tempo e lavorino da almeno 10 anni nel settore. C’è qualcosa che non funziona proprio. Si stanno “mangiando” un’intera generazione.

  7. ilCaktus ha detto:

    Salve a tutti, mi unisco alla precarietà posto (non di lavoro) c’è.
    Io sto cercando di fare il redattore e non sento in giro che voci apocalittiche (aiuto), ma sono all’inizio e ci sbatterò la testa.
    intanto mi rallegro della vostra esistenza.
    a presto

  8. denisocka ha detto:

    Ciao ilCaktus, ovviamente da redattrice non posso che darti il benvenuto in questo mondo. Preparati a una lotta strenua per trovare lavoro, collaborazioni, ecc. ma non dimenticare mai di solidarizzare con i colleghi. Rerepre nasce proprio per questo: far conoscere la situazione incredibile, quasi paradossale, in cui si finisce in questo lavoro, e far unire addetti dell’editoria con lo stesso problema, per evitare la tendenza dilagante di “ognuno pensa al proprio orticello”. L’informazione rende più forti e più preparati.

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