Solo un ultimo piccolissimo grande dubbio

La revisione del Biglietto stellato, praticamente, è finita.
Mi è rimasto un unico dubbio e sto sparando tutte le mie cartucce per risolverlo.
Si tratta di una parolina, una frase onomatopeica gergale, che non ha altre occorrenze da nessuna parte, se non rivoltata un po’ in un altro libro di Aksenov.
Ho chiesto al professore che si sta occupando con me della curatela del libro: è rimasto basito. Cosa sarà mai?

Ho interpellato professori, colleghi traduttori, madrelingua russi, forum di traduttori russi.
Risposte: “Ah, bo’?”, “Provo a chiedere al mio amico, a mia moglie, a mio marito, alla mia vicina di casa”.
Niente, le ipotesi esplodono in giro come stelle filanti.
Siamo persino arrivati a rompere le scatole a una famosa traduttrice russa che venti o trent’anni fa aveva avuto una relazione con l’autore…

Ecco le varianti più accreditate.
1) espressione che imita i suoni francesi, tipo “Ullalà”, “Commont ça va?”.
2) imitazione di uno strumento a fiato jazz.
3) Un’interiezione più o meno colorita per dire “Porcaccia”, “Che bello!”, “Wow”, tipica degli anni sessanta-settanta.
4) Presa in giro al difetto di pronuncia di Pietro il Grande.
5) Una parola estone o una storpiatura di una parola estone.

Ma il consiglio più bello l’ho ricevuto da un traduttore professionista russo su un forum per addetti ai lavori.
Cito testualmente traducendo direttamente dal russo:
L’unico che può saperlo con precisione, temo sia Aksenov. Provato a chiedere a lui?”
Questa volta, contattarlo non si può proprio: Aksenov lo scorso gennaio ha avuto un ictus e si trova ancora in ospedale in riabilitazione.

Se entro mercoledì, giorno in cui ho deciso di mandare il testo a impaginare, non arrivasse dal cielo la soluzione giusta, sceglierò una di queste opzioni con il cuore in pace, perché so di aver fatto tutto il possibile per scoprirlo.
Ora si capisce quanto amo questo libro?

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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5 risposte a Solo un ultimo piccolissimo grande dubbio

  1. microonda ha detto:

    Salve! è nato il collettivo “micro onde” all’interno del quale non è difficile trovare lavoratori non strutturati dell’editoria, ricercatori, lettori e scrittori! siamo proprio ai primi avviluppi della storia, ma potresti fare un salto, magari, per raccontarci una storia su qualche U.C.O (unidentified cultural object)!!

    a presto

  2. zop ha detto:

    per curiosità, non esistono traduzioni in altre ligue dello stesso libro che ti possono indirizzare?

  3. denisocka ha detto:

    @microonda: mica ho capito bene cosa sia.
    @zop: sì, esistono, ma ormai è troppo tardi per farsene arrivare qualcuna. Grazie per il consiglio, lo terrò per una eventuale seconda edizione (sperando che ce ne siano molte!)

  4. boccadimiele ha detto:

    secondo me se ne deduce che ami moltissimo il tuo lavoro, che non è poco. anzi, mi trovi d’accordissimo.

    p.s. non avevo capito, quando siamo entrate in contatto per la voland, che tu eri la denise dell’antologia di chiara “il mestiere di riflettere”. be’. buon per noi che l’abbiamo scoperto, chiara è un’ottima amica e ha scelto solo i migliori. ergo complimenti, per tutto.
    e buon lavoro!

    calvin (barbara)

  5. denisocka ha detto:

    Barbara, troppo buona. è solo che non ce la faccio proprio a fare le cose troppo raffazzonate. Sono già abbastanza raffazzonata io nella vita!

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