La Fiera del Libro di Francoforte

Ci sono quei quattro o cinque giorni ogni anno in cui, per noi collaboratori esterni dell’editoria, tutto si ferma.

LA FIERA DI FRANCOFORTE.

Non ci sono mai stata ed è una delle cose che un giorno mi piacerebbe vedere, ma da qui la detesto.
Scrivi a un editor per chiedere qualcosa, pretendere un pagamento che ormai aspetti da mesi, mandare un cv: scusa fra poco si parte per Francoforte, sono a Francoforte, sono appena tornato da Francoforte. Oppure niente risposta, fino a una decina di giorni dopo Francoforte.

Ma cosa faranno mai a Francoforte?
Voglio andare anch’io a Francoforte

p.s.: ringrazio Inachisio che con il suo commento a un altro post mi ha ispirato questo post.

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La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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7 risposte a La Fiera del Libro di Francoforte

  1. tafia ha detto:

    Eh, eh, conosco bene la questione… mal comune mezzo gaudio? 😉 Io a Francoforte un paio di volte ci sono stata, come interprete-assistente. La prima volta era da capogiro, vedere tutti quei libri… sentirsi parte di un mondo… parlare con gli editori giapponesi… arraffare più brochure e gadget possibili… Poi il velo del fascino un po’ cade. Per motivi che non è questa la sede per elencare, ma che puoi facilmente immaginare. Ora è un paio d’anni che non ci vado più e un po’ mi manca…(se nei prossimi giorni mi avanza tempo, magari ti mando un pvt per raccontarti meglio la “mia” Buchmesse, così ti togli un po’ di curiosità^^)

  2. utente anonimo ha detto:

    Hai ancora due giorni di tempo per venire a trovarci alla Buchmesse… così ti facciamo cambiare idea: noi ci stiamo divertendo un sacco!
    Dunja & Boris 🙂

  3. Sonnenbarke ha detto:

    La Buchmesse è uno dei miei sogni proibiti… 🙂 (comunque capisco il disagio, penso)

  4. inachisio ha detto:

    Sono tornato ieri sera dalla Buchmesse e ti svelo il segreto di cosa si fa, a parte camminare e mangiare wurstel. Ci sono tre livelli: i grandi grandissimi hanno già concordato prima gli acquisti e le vendite dei diritti e se ne vanno a cena tra editori; i medi hanno decine di appuntamenti scanditi di mezz’ora in mezz’ora e vanno in giro a proporre o comprare titoli; i piccoli si arrabattano visitando stand e “fiutando” tendenze. E’ una spiegazione un tanto al kilo, ok.

    Inachis

  5. utente anonimo ha detto:

    già, francoforte è un “sogno” anche per me.. ma temo che se mai ci andrò sarà una delusione, un po’ come l’oktoberfest..

    andrea

  6. denisocka ha detto:

    Francoforte è finita il 19. Ora c’è la fase “dopo Francoforte”: ci vorrà almeno una settimana per tornare al normale regime.
    @tafia: racconta, racconta pure.
    @Sonnenbarke e Andrea: mi sento un po’ come la volpe con l’uva. Anche voi?
    @inachis: ho visto sul tuo blog come lavoravi a Francoforte… mannaggia a te!

  7. inachisio ha detto:

    Ahahaha… Lascia perdere, tutto il giorno in giro, ero troppo fuso anche per fare le foto e ho dovuto sforzarmi 😉

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