Ma siamo sicuri?

C’è stato un periodo all’inizio della mia “carriera lavorativa”, se così si può definire, in cui consegnato un lavoro avevo sempre dei momenti di calma piatta che per me significavano ANSIA, ANSIA, ANSIA.
Quando sei solo un collaboratore… ops, una collaboratrice esterna e gli editori non sanno quanto sei brava e volenterosa, i pochi per cui lavori si prendono un minimo di tempo (con calma, con calma…) dopo la tua consegna per valutare se affidarti qualcos’altro. Di collaboratori ne hanno già tanti, perché proprio te? Devi dimostrare di meritartelo, non puoi permetterti errori. E guai a pretendere di stabilire tu la tariffa!

Intanto il tempo passa, e a fine mese il mutuo e le bollette li devi pagare comunque.
Guardi la cassetta della posta riempirsi pian piano, l’ANSIA continua a crescere. (“Buongiorno, scusi, perché mi avete staccato la luce? Perché non ho pagato la bolletta? Ma non lo sapete che sono un redattore editoriale precario?”, “E chissene?”)

L’unica soluzione che trovai fu quella di cercarmi un lavoro part-time (sempre precario, ovviamente, che vi credete?), che però mi assicurasse un’entrata fissa ogni mese. Non vi sto a raccontare tutto il percorso in quella redazione internet, vi dico solo che alla fine mi ritrovai a fare la moderatrice… ops, moderatore di forum (non dovevo essere troppo personale nei miei post e commenti, così ricevevo spesso lettere d’amore da utenti donna innamorate di me, e anche un po’ sbarellate…).

Quei tempi sono passati e ora lavoro full-time (che per me vuol dire anche sabato e domenica) solo sui libri.
Non ho più un buco fra un lavoro e l’altro, anzi, in questo periodo sto lavorando a quattro libri contemporaneamente, e devo rifiutare, qualche volta.

Così mi domando:
“Se sommo questi quattro libri di diverse case editrici a quelli a cui stanno lavorando altri miei colleghi contemporaneamente, quanti posti a tempo indeterminato farebbero?.”

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Informazioni su denisocka

La vita dura (ma non troppo) del collaboratore esterno (ma non troppo)
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6 risposte a Ma siamo sicuri?

  1. momonkey ha detto:

    Ciao. Stavo giusto cercando informazioni sulla carriera di redattrice editoriale, perché è una delle cose che mi piacerebbe fare. Non è che mi faresti la gentilezza di illuminarmi?
    Che cosa bisogna fare per diventare redattori? È necessaria una laurea o un titolo d’altro genere oppure posso illudermi di poter cominciare con collaborazioni non retribuite e di andare avanti nel caso in cui il lavoro venga apprezzato? Delucidami, ti prego.

  2. denisocka ha detto:

    Le prestazioni gratuite fanno male a te e a tutti i colleghi. Tutto quello che ho scritto non ti spaventa? Io ho iniziato con le letture in lingua straniera. Sono mal pagate ma molto ricercate. Così prendi i primi contatti. Ma mai lavorare gratis! è il modo migliore per svilire la tua professionalità.

  3. momonkey ha detto:

    Sì, in effetti mi spaventa non poco, ma tutto quello che volevo sapere è se sono costretta a laurearmi o meno. Chiaramente non ho intenzione di lavorare gratis se non inizialmente, giusto per riempire il curriculum… perché nessuno prende gente senza esperienza ma la gente non può avere esperienza se nessuno la prende.
    Grazie davvero per la risposta, comunque.

  4. denisocka ha detto:

    Continuo a ripetere che secondo me è scorretto lavorare gratis a collaborazione perché nessuno ti insegna niente. L’unica eccezione accettabile è uno stage, se non troppo lungo.

  5. utente anonimo ha detto:

    Mi associo al commento di Denise… le collaborazioni gratuite evitale, dovrai già darti il tuo bel daffare per farti pagare quelle retribuite…
    La laurea? Io non ho capito se serva o meno; forse in alcuni campi può esserti d’aiuto, ma dipende che laurea: in una redazione scientifica una laurea in letteratura russa non è molto spendibile, e ho conosciuto redattori o correttori che non sono laureati e svolgono ottimamente il proprio lavoro. Ma qui si potrebbe aprire un capitolo sulla qualità dell’università in Italia e chi ne ha voglia?

  6. youngmanager ha detto:

    Complimenti per il tuo forum. Laurearsi secondo me potrebbe servire. Spesso i primi mini contrattini mal pagati e super sfruttati ti arrivano dal dipartimento presso cui ti sei laureato. Il mio primo stipendio (500mila lire complessive per 14 laboratori di progettazione) è arrivato così, ma mi è servito per avere molti contatti che sto utilizzando ancora oggi

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